Bassogistris

By Redazione

maggio 31, 2011 politica

La vittoria di Luigi De Magistris a Napoli somiglia a un film. Che è stato già girato, per altro. In “Chi più spende più guadagna” il compianto Richard Pryor interpreta un improbabile giocatore di baseball di seconda serie, che eredita una fortuna sottoposta però a una malefica clausola. Per ereditare 300 milioni di dollari, deve riuscire a spenderne 30 in 30 giorni. Come fare? Facile. Monty Brewster (il giocatore impersonato da Pryor) decide di candidarsi a sindaco di New York: quale modo migliore per spendere una fortuna? Si candida e – come De Magistris – sceglie di sfidare tutto il sistema politico, non una sua parte, sposando lo slogan “Votate nessuno dei suddetti” (in inglese suona meglio: “None of the Above”).

Questo ha fatto De Magistris e così ha stravinto le elezioni comunali napoletane. Il suo è un vero trionfo e come tale deve essere considerato. Al primo turno si era fermato a 128mila voti; al secondo li ha più che raddoppiati in 264mila, al netto di un calo di affluenza di 10 punti percentuale. La sua vittoria non è stata determinata, come altrove, dal collasso del Pdl che, a Napoli, pure c’è stato, se è vero che il modestissimo Lettieri è passato dai 180mila voti del primo turno ai 140mila del secondo. De Magistris ha fatto di più, persuadendo l’elettorato partenopeo di centrosinistra che lui era l’uomo che chiudeva il ricusato ciclo bassoliniano e ne apriva un altro.

Somiglia al Bassolino del ’92-’93 “questo” De Magistris; al Bassolino afragolese imposto da Roma commissario della Federazione napoletana del Pds. Lo stesso sguardo alto, la stessa determinazione nell’imporre la propria leadership contro lo scetticismo della città, la stessa promessa di risorgimento, la stessa sicurezza di essere dalla parte giusta. La stessa naturale abbronzatura. La vittoria di Bassolino fu il frutto della sua capacità di osteggiare, ad un tempo, sia la destra post-fascista che pretendeva di mettere le mani sulla città, sia la sinistra socialista corrotta politicamente e moralmente (Il sindaco socialista Polese, dal cui arresto partì la Tangentopoli partenopea, è stato prosciolto da ogni accusa dopo una miriade di processi. Sia detto solo per la precisione).

Oggi il bassoliniano De Magistris ha replicato lo schema. Il suo grido si è levato contro, ad un tempo, sia del balbuziente centrodestra che guida l’Italia, la Campania e la Provincia di Napoli, sia contro il vecchio assetto di potere della sinistra che ha dato pessima prova di sé nel governo municipale. Come il bizzarro giocatore di baseball interpretato da Pryor e il Bassolino prima maniera, De Magistris è riuscito a conquistare i napoletani sparando indifferentemente contro Lettieri e Morcone. “Nessuno dei suddetti” ha urlato e il risultato è venuto. Pryor, alla fine del film, si guadagnò i suoi 300 milioni di dollari; Bassolino aprì un ciclo politico di diciotto anni (per lo più infausti). Cosa se ne farà De Magistris, del suo trionfo partenopeo, è tutto da verificare. Non senza una certa, malcelata inquietudine.

(da Qdr Magazine)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *