I leoni della sbornia sono tornati

By Redazione

maggio 29, 2011 Cultura

Si svegliano la mattina a Bangkok dopo una festa di addio al celibato e il fratello della sposa non c’è più. E’ rimasto un dito mozzato. Si trovano a casa di uno spacciatore di cocaina locale e la temperatura è sui 40 gradi. Il buongiorno non è dei migliori ma si vede dal mattino in questa esilarante pellicola sequel, “Una notte da leoni due”, in cui ancora una volta il geniale regista Todd Philips unisce il politically uncorrect e il paradosso per divertire il suo pubblico. Dei quattro amici c’è sempre uno che si sposa, sempre non piace al padre della sposa, sempre si porta indietro la sua banda e sempre all’ultimo momento sparisce nel nulla mentre tutti aspettano lo sposo pr la cerimonia.

Il clichè e la trama sono uguali a quelli di “Una notte da leoni” del 2009 (titolo originale: “The Hangover”), ma gli imprevisti e le trovate sono sempre pirotecnici. Dan Goldberg, che è stato produttore di “Una notte da leoni”, ritorna ad essere produttore anche nel seguito, ed è così alla sua sesta collaborazione con Phillips. Ricorda: “Sapevamo di avere realizzato un film che faceva ridere la gente, ma nessuno aveva mai immaginato che ‘Una notte da leoni’ diventasse questo fenomeno incredibile, tanto meno noi. Piano piano è cresciuto e questo è stato sorprendente e gratificante.” Aggiunge Phillips, “So che i miei film attraggono principalmente un certo tipo di pubblico, data Ia sfrenatezza dello stile comico, ma ‘Una notte da leoni’ ha raggiunto tutti. Penso che sia proprio grazie ai sentimenti che si sviluppano tra i quattro ragazzi. La loro amicizia risulta autentica, è proprio grazie a questa magia tra di loro.”

Pare poi che questa amicizia sullo schermo rifletta l’atmosfera cameratesca che si era sviluppata al di fuori del film tra gli attori, i cineasti e la troupe, e che ha contribuito al desiderio di voler continuare la storia da parte di tutti coloro che vi erano coinvolti. In questo sequel per nulla prevedibile, Phil (Bradley Cooper), Stu (Ed Helms), Alan (Zach Galifianakis) e Doug (Justin Bartha) viaggiano verso l’esotica Thailandia per il matrimonio di Stu.  Con ancora il ricordo fresco della disastrosa festa di addio al celibato di Doug a  Las Vegas.

Stu non vuole correre alcun rischio.  Ha scelto un brunch prematrimoniale calmo e tranquillo, con frittelle, caffè… e niente alcol. Ma le cose non sempre sono come previsto. Così due notti prima del grande giorno, in un fantastico resort della Thailandia, Stu si lascia andare. Una birra per uno. In bottiglie sigillate.  Che può mai succedere?

Piano piano arriva il disvelamento: la potente droga allucinogena contenuta nelle birre, per quasi metà del film, impedisce ai protagonisti di ricordare il casino che hanno combinato. Lo svelamento delle situazioni in cui si sono messi, tra cui quella di trovarsi nel mezzo di un’operazione anti droga dell’Fbi, garantiscono l’effetto esilarante del tutto. Simpaticissima la scimmietta ninfomane contesa tra le gang dei trafficanti.

 

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