Finale col botto

By Redazione

maggio 27, 2011 politica

Milano-Napoli: 780 chilometri. Col Frecciarossa te la cavi in cinque ore, in auto te ne servono sei o più. Le distanze spazio-culturali ci sono tutte ma d’un baleno si annullano se di mezzo ci si mette la velocità delle polemiche: un vortice ossessivo che unisce i due capoluoghi simbolo di Nord e Sud Italia attualmente protagonisti dei ballottaggi. “Ha da passà ‘a nuttata” e speriamo che trascorra in fretta perché il peso di una campagna elettorale tutta lacrime e sangue comincia a diventare insostenibile. Con ancora nella testa le immagini di monnezza e proteste, Napoli si è svegliata annusando la solita puzza di bruciato. Ma stavolta non erano i roghi dei cassonetti e dei cumuli di immondizia.

Stavolta l’incendio è divampato al piano terra del comitato elettorale di Gianni Lettieri che in queste settimane ha già collezionato un’aggressione in strada e una bomba carta contro un’altra sede dei suoi. Razzi bengala e benzina hanno distrutto il materiale elettorale tra cui 26 gazebo per la parata conclusiva. Numeri da record, botti di capodanno e suggestioni inquietanti per un rush finale senza esclusione di colpi. Perché oltre alla furia delle fiamme, c’è anche il fuoco delle polemiche. “Considero Luigi De Magistris moralmente responsabile degli episodi di violenza susseguitisi nei miei confronti”. Accipicchia. Figurarsi come l’ha presa il candidato Idv che, in quattro e quattr’otto, ha sfoderato curriculum e toga per rivendicare che “la mia storia di magistrato ha sempre contrastato ogni forma di violenza”.

Non va meglio a Milano dove la Moratti ha dovuto arrendersi all’ennesimo autogol mediatico di una campagna elettorale già abbondantemente compromessa. Non bastavano i malumori della Lega, i necrologi di Sallusti e i j’accuse di Berlusconi. Il concertone in Piazza Duomo doveva servire per distendere gli animi con la musica di Gigi D’Alessio e invece pure lì il sacro fuoco delle polemiche si è appropriato della scena. Quarantamila presenze secondo gli organizzatori, cinquemila per la Questura, tantissimi (forse la maggioranza) le fan campane di Gigi D’Alessio che però sono rimaste a bocca asciutta.

Il re dei neomelodici ha dato forfait all’ultimo minuto perché messo in allarme dalle minacce giunte dal web e infastidito dai commenti della Lega. La serata è filata ugualmente, nonostante l’ira funesta delle ragazzine pro-Gigi assiepate sotto il palco, accompagnata dal nervosismo dei dirigenti Pdl che sfilavano avanti e indietro nel backstage. Roberto Formigoni temporeggiava, la Moratti provava a sorridere, stringeva mani e abbozzava balletti qua e là. Nel frattempo pizza e birra gratis per tutti, anche per gli indemoniati fan del cantautore che hanno continuato a fischiare, prendendosela col sindaco uscente. “Senza Gigi niente voto”, il ritornello shock che riecheggiava all’ombra del Duomo.

Il fido Red Ronnie ha fatto quel che ha potuto, mettendo pure il vivavoce al cellulare per improvvisare (senza successo e senza audio) una canzone live con Gigi D’Alessio dall’altro capo del telefono. Ed eccoci arrivare all’ultima spiaggia: Iva Zanicchi si è tolta per un attimo i panni di europarlamentare ed è tornata a cantare per un duetto inedito con la Moratti sulle note di “o mia Bela Madunina”. Non l’avessero mai fatto. Dal pubblico si è levato ancor più forte il coro “Napoli, Napoli”. Increduli e delusi i tanti big di Pdl e Lega (Bossi ha disertato), mentre si divertiva e non poco il cronista del Fatto Quotidiano che gironzolando dietro le quinte ha documentato lo psicodramma con la sua videocamera. I botti di fine campagna sembrano volgere al termine.

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