Saviano e il suo editore (B.)

By Redazione

maggio 23, 2011 politica

È passata sottotraccia la notizia che Roberto Saviano pubblicherà il suo prossimo libro ancora col gruppo Mondadori. Tutto il battage pubblicitario per il lancio dei suoi monologhi televisivi editi da Feltrinelli di qualche mese fa era stato associato al coraggio dello scrittore che, per combattere più liberamente Berlusconi, sceglieva di non essere più uno scrittore della “sua” scuderia. Imprecisioni. Essendo quei monologhi legati ad una trasmissione televisiva, la pubblicazione degli stessi è stata meglio venduta sul mercato. Da Saviano, anzitutto, e dalla casa di produzione di quella trasmissione di successo, la Endemol, di proprietà sempre di Berlusconi. Il sodalizio di Roberto Saviano col gruppo Berlusconi è, insomma, solidissimo e viene confermato dal prossimo libro savianiano in uscita per Einaudi (proprietà di Berlusconi).

Uno scrittore, scriveva Marx, è produttivo non perché produce idee, ma perché produce ricchezza per l’editore che gli pubblica i libri. A rigore (marxista), se si crede che il proprio editore sia una specie di mix di Hitler, lo stupratore di Manhattan, Totò Riina e tutti e 40 i ladroni, pubblicare i propri libri con lui equivale essenzialmente a rafforzarne il potere. Non è serio e non ha senso distinguere tra proprietà della casa editrice e i suoi dirigenti e i suoi operatori: la proprietà, di destra, malvagia, e i suoi dipendenti, di sinistra, bravi e illuminati. Se tu pensi che Berlusconi sia un pericolo per la democrazia italiana, perché fa uso del suo gigantesco potere finanziario per potenziare oltre i limiti democratici il suo potere politico, allora devi mollare Mondadori. Perché se i tuoi libri occorrono a potenziare il suo potere finanziario, finiscono per rafforzarne anche quello politico. Lo capisce anche un bambino. Se Berlusconi è “cattivo”, un “buono” che lo considera “tale” non può lavorare per lui.

L’estate scorsa siamo stati ammorbati dalle crisi di coscienza di un gruppo di intellettuali di sinistra che scrive o scriveva per il gruppo Mondadori. Abbiamo dovuto sorbirci una tale serie di scemenze sulla libertà di pensiero da farsi venire il voltastomaco. Seguì la stomachevole polemica tra Marina Berlusconi e Roberto Saviano. Utile soltanto a fare pubblicità al loro reciproco sodalizio commerciale. In Italia non è obbligatorio pubblicare con Mondadori. Non siamo in Cina. Ci sono gruppi editoriali grandi e autorevoli e non di proprietà del Presidente del Consiglio. E se dovesse mai esserci la necessità di rinunciare a qualche euro, perché magari Rizzoli o Garzanti non possono pagarti come ti paga Mondadori, in nome della libertà di espressione contro la mafiosa tirannia del Cavaliere si potrà pure rinunciare a qualche spicciolo. O no?

* Antonio Funiciello è il direttore di LIBERTA’eguale. Scrive su Liberal, Europa e Mondoperaio. Ha ricoperto incarichi di direzione nei Ds e nel Pd. Lavora presso il gruppo parlamentare del Pd al Senato. Ha scritto per Donzelli Il politico come cinico. L’arte del governo tra menzogna e spudoratezza. La pubblicazione del suo articolo ci è stata gentilmente concessa dal webmagazine QDR.

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