Il Fatto (quotidiano) non sussiste

By Redazione

maggio 23, 2011 politica

Per cominciare bene la settimana che si apre, consigliamo la lettura di un articolo pubblicato nel giugno 2010 da Marco Travaglio su “L’espresso” dal titolo “Mafioso a Milano ma non a Palermo”. Le attenzioni del giornalista, tanto per cambiare, erano rivolte a Marcello Dell’Utri, all’epoca in attesa di giudizio sia a Milano – per il reato di tentata estorsione – che a Palermo, per quello di concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Il ragionamento di Travaglio – uno che sta al garantismo come Giuliano Ferrara all’inappetenza – era più o meno il seguente: come avrebbe potuto il senatore del Pdl risultare innocente a Palermo se a Milano la condanna era a dir poco già scritta?

Così raccontava la vicenda il vicedirettore de Il Fatto: “Rinviati a giudizio a Milano per tentata estorsione mafiosa, Dell’Utri e Virga vengono condannati in primo e secondo grado a due anni; la Cassazione annulla e nel nuovo appello la Corte declassa l’accusa a minacce gravi, ormai prescritte. Motivo: dopo le due richieste di Virga, nessuno si fece più vivo con Garraffa, il che proverebbe una “desistenza” di Dell’Utri e cancellerebbe l’estorsione. Ma ora la Cassazione ha annullato pure questa sentenza perché “insuperabilmente contraddittoria”: “O non c’è la minaccia, o essa deve necessariamente realizzare l’efficacia estorsiva”. E, siccome la Corte d’appello ha già dimostrato la minaccia, non le resta che rifare il processo tornando al reato di estorsione. Per Dell’Utri e Virga la condanna pare scontata. A Milano. Riusciranno i giudici di Palermo ad assolvere Dell’Utri per mafia, quando la Cassazione l’ha già ritenuto autore di un’estorsione mafiosa?”.

Senonché, ribaltando di centottanta gradi le previsioni di Travaglio, la Corte d’Appello palermitana, com’è noto, lo scorso anno ha condannato Dell’Utri a sette anni di reclusione mentre – la notizia è della settimana scorsa – quella di Milano l’ha assolto, insieme allo stesso Virga, dall’accusa di tentata estorsione perché “Il fatto non sussiste”.

Letta così la notizia sembrerebbe indicare semplicemente che le capacità di preveggenza del Nostro sono più o meno al livello di quelle del Mago Otelma. Ma a ben vedere, quello che emerge dal raffronto delle due decisioni è che l’unico reato a rimanere in piedi, ancora una volta, è quell’associazione esterna di stampo mafioso che non solo non è previsto dal codice come tale ma che, perfino semanticamente, si fa fatica ad immaginare.
Ma naturalmente l’assoluzione di Dell’Utri non impedirà a Travaglio di presentarsi nuovamente, tanto in video quanto in edicola, con la consueta disinvoltura, omettendo di dar conto dell’assoluzione del senatore Dell’Utri con tanto di relative scuse. Un’assoluzione che – potrebbe dirsi – sul Fatto quotidiano non sussiste.

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