La pelle dell’Orso

By Redazione

maggio 20, 2011 politica

Che la desertificazione incombente portasse a modifiche sostanziali nella nostra quotidianità lo sapevamo. Che questo significasse popolare la politica italiana di sciacalli e avvoltoi, questo proprio no. Gli inquilini della vecchia “casa delle libertà” continuano a fare pipi in salotto e quelli che se ne sono andati ambiscono al massimo a reggere il catetere del fasciocomunista Pennacchi, scrittore delizioso, politico “generoso”, con gli avversari. Sciacalli. Quelli che vogliono tornare allo spirito del ’94, quasi si trattasse di un’annata miracolosa di Sassicaia, come quelli che non vogliono vincere, anche perché stando più o meno al 2% sarebbe piuttosto complicato: si accontentano che perda, chissà poi, il demonio Berlusconi e a questo sacrificano tutto, meno il “diritto di tribuna” che si troveranno ad elemosinare ai compagni del Pd, dell’Idv o, crepi l’avarizia, a quelli del Sel.

Sciacalli che passeranno da Faccetta Nera all’intonatissimo Bella Ciao dell’euforico Comitato Pisapia dopo il primo turno, senza passare dal via, ne’, per carità, dalle forche caudine del giudizio degli elettori (per quello cercate alla voce: Latina). Forza col secondo turno, schivando sciacalli e avvoltoi, fra monnezza, centri sociali, moschee, Expo e populismi vari. Decideranno gli elettori, persino nel tetro regime berlusconiano, chi dovrà governare Milano, Napoli e le altre città. Poi, sotto a chi tocca: a fare il centrodestra non saranno gli sciacalli, gli avvoltoi o i responsabili a intermittenza, quanto piuttosto gli elettori e il popolo, quello berlusconiano e quello che ha sempre creduto che gli uomini, anche i più grandi, siano strumenti per trasmettere idee e non “finis historiae”. Per tutti gli altri ci sara’ sempre un laboratorio Latina per curare l’eiaculazione precoce.

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