DSK, lascia stare Travaglio (e l’Italia)

By Redazione

maggio 19, 2011 politica

No, gentile Strauss-Kahn, non dia retta a Travaglio. La Francia non la meriterà, ma non venga in Italia. Per lei non c’è alcun futuro nemmeno qui. Anzi, la gogna sarebbe anche più pesante. Ci pensi: si è già rovinato a causa della figa. Noi qui abbiamo le disavventure XXX di Berlusconi. E quel che è peggio, a stigmatizzarle, il travaglione, i suoi sodali e i suoi fan. Il parallelo tra voi due è già stato fatto, sa? Era una tentazione invincibile. Obietterà che lei è stato accusato, non ancora condannato per stupro. Vero. Anche il Cavaliere è per ora solo imputato per prostituzione minorile. Ma che importa? Vede, monsieur, anche da noi si tengono i processi: e magari in quei frangenti riusciamo a essere più delicati che negli States, come no. Ma il fatto è che i processi contano relativamente. Abbiamo Travaglio che decide chi è un delinquente e chi no (anche se decidendolo talvolta paga).

Questo è il paese in cui Bertolaso diventa Bertoladro molto prima di doversi presentare al dibattimento: Travaglio dixit. Lo stesso Travaglio che porta in palmo di mano per un anno e più Massimo Ciancimino come fosse un amuleto smaschera-mafiosi e affini. Dopodiché, quando anche i pm gli danno una pedata, transeat. Qualcuno l’avrà fottuto o manipolato. Ma poi: corruzione? Mafia? Si parla di sesso, egregio Strauss-Kahn, e non è certo meglio. Lei ha già provocato l’ira delle donne dell’Ecofin. Si immagina da queste parti? Seppure alla fine venisse assolto, resterebbe un maiale. E ora che si è dimesso dal Fmi bisognerebbe sfrattarla da tutto il resto –  qualunque resto, soprattutto pubblico – per oggettiva porcheria berlusconiana.

Se non ora, quando?, chiederebbe con piglio ciceroniano anche Travaglio. A proposito. Forse lei non sa che Travaglio va sostenendo, per giunta creduto, di essere un liberale. Eppure, al solito, si nasconde dietro la satira cattivella che gli evita di entrare nel merito. E facendoci sbellicare con i paragoni tra lei e il Silvio satiro, dimostra di non vedere differenze tra un’aggressione – la violenza sessuale che le viene addebitata – e un rapporto consenziente tra cliente e prostituta. Certo, anche quest’ultimo è reato, pur meno grave, se dal lato dell’offerta c’è una minorenne.

Ma da un liberalone piemontese non ci aspettavamo che conoscesse solo il diritto positivo, incarnato dal codice penale, ignorando il concetto di autodeterminazione e  il diritto – oltre che la necessità – al giudizio individuale sulle leggi (abbiamo detto giudizio, non violazione: non svenire, Marco). E insomma, infelice Dominique, avrà compreso che non le conviene raggiungerci. Anche perché poi Travaglio potrebbe portarla a ballare Renato Zero, gli Abba, i Bee Gees e Gloria Gaynor. Con la sua conclamata fissa per la patata, che figura ci farebbe?

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