Vincitori e vinti

By Redazione

maggio 16, 2011 politica

Da qualunque verso la si voglia vedere, la prima tornata delle elezioni amministrative il cui spoglio si sta concludendo nella mattinata di oggi hanno segnato la sconfitta del Popolo della Libertà e della Lega e l’affermazione dell’opposizione delle alleanze costruite dal Partito Democratico. Dati incontrovertibili, che si possono sgrezzare con una serie di osservazioni sui singoli contesti cittadini. Ma che nel loro complesso segnano la sconfitta della strategia di Berlusconi, che ha tentato di polarizzare il voto chiedendo agli elettori un voto su di sé e sul governo, “nazionalizzando” i temi della campagna elettorale.

Riuscendoci, per sua sfortuna. Aggregando i dati parziali disponibili nel momento in cui scriviamo, circa il 60% degli italiani ha indirizzato il proprio voto su lidi bagnati da acque che non sono colorate di verde-azzurro. Con un Terzo Polo relegato su percentuali intorno al 5% (oscillando tra gli ottimi risultati di Napoli e disastri come quello di Latina), e al netto di alcune significative affermazioni dei grillini, il vero vincitore del primo turno delle comunali è l’alleanza tra il Partito democratico, l’Italia dei Valori e Sinistra e Libertà.

Cartina tornasole che la dirigenza del Pd potrà agitare con orgoglio almeno per le prossime due settimane, esibendo in particolare la perla luccicante di Milano. Quando Pisapia, indipendente di Sel, sconfisse Boeri alle primarie si parlò del tramonto del metodo di selezione dei candidati del centrosinistra. L’alleanza saldatasi intorno all’avvocato milanese, complice gli errori dell’avversario, ha portato il Pdl a trovarsi ad inseguire: solo il 41,5% per la Moratti, contro il 48% di Pisapia, che per qualche ora nel pomeriggio sembrava potesse sfiorare la fatidica quota del 50%. Risultato speculare a Cagliari, municipalità tradizionalmente ad appannaggio del centrodestra. Il vendoliano Zedda stacca di tre punti l’outsider Fantola, appoggiato dal centrodestra: 46,5% contro il 43,5%.

Due ballottaggi tanto inaspettati quanto erano auspicate le vittorie al primo turno a Torino e a Bologna. Che sono state puntualmente incassate. Fassino ha umiliato l’azzurro Coppola, che si è attestato al 26,8%, riuscendo a fare peggio di quanto non fece Buttiglione cinque anni fa. 57,1% per l’ex segretario dei Ds, che riesce ad avvicinarsi alle percentuali bulgare di Chiamparino dopo un mese di sondaggi altalenanti. “Solo” il 52,4% per il democratico Merola a Bologna, che ha portava sulle spalle il peso del fallimento della giunta amica che lo aveva preceduto. Fallisce l’esperimento leghista nel capoluogo romagnolo, con Bernardini inchiodato al 28,5%. Sempre Bologna fa registrare uno dei risultati più sorprendenti del Movimento 5 stelle, con Bugani, giovane candidato sindaco, che sfiora il 10%.

Discorso a parte merita Napoli, l’unica grande città nella quale l’alleanza Pd-Idv-Sel non si presentava ai blocchi di partenza (così come a Reggio Calabria, dove però dipietristi e vendoliani, che correvano insieme, si sono fermati a un poco lusinghiero e rilevante 3%).

Il pasticciaccio delle primarie partenopee ha portato alla candidatura zoppa di Morcone, che è stata costretta in ginocchi dalla discesa in campo di De Magistris, anche e soprattutto contro i desiderata di Di Pietro. Risultato? Lettieri, candidato del Pdl poco gradito alla base, si ferma al 38,1%. Morcone addirittura al 21,6%. De Magistris si è infilato nel vuoto di fiducia diffuso in entrambi gli schieramenti, raggiungendo il ballottaggio con un lusinghiero 25,5%, infliggendo ben dieci punti di distacco all’Idv e alle altre piccole liste che lo sostenevano.

In controtendenza Reggio Calabria, dove il Pdl Arena si avvia ad aggiudicarsi la vittoria al primo turno con il 56,6%. Staccatissimi il Pd Canale, al 26,3%, e l’indipendente Bova, al 15,1%, e Latina. Nel capoluogo laziale il Pdl è esattamente al 50%. Non raggiungere il ballottaggio in una provincia solitamente favorevole sarebbe una mezza sconfitta. Anche perché il candidato di Fli, sponsorizzato da Pennacchi, non ha raggiunto nemmeno l’1%. Il Pd viaggia ancora lontano, intorno al 36%, ma al secondo turno le carte si potrebbero rimescolare.

A Salerno plebiscito per De Luca, colonnello del Pd, che viene sommerso dal 73,7%.

Ai due opposti le situazioni di Trieste e Olbia. Nel capoluogo friulano la sinistra si presentava unita. 40,9% per il candidato Consolini. Polverizzazione delle candidature nel centrodestra: il pidiellino Antonione rimane inchiodato al 27,4%. L’ex azzurro Bandelli, candidatosi da indipendente, si è fermato al 10,7%, mentre il leghista Fedriga si ferma al 6,3%. Divisi anche Fli e Udc, che raggiungono percentuali intorno al 3%, entrambi superati dai grillini.

Situazione opposta a Olbia, dove il candidato sostenuto dal centrodestra si scontrava con il primo esperimento di “Santa alleanza”: Pd, Idv, Sel e Terzo polo uniti nel nome dell’antiberlusconismo. I primi exit poll davano l’esperimento per riuscito: Gianni Giovannelli viaggiava intorno al 52,5%.

N.B.: I numeri si basano sui dati del ministero dell’Interno alle ore 22.30 di lunedì 16 maggio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *