Torino-Bologna, sola andata

By Redazione

maggio 16, 2011 politica

Si è chiusa senza bisogno del girone di ritorno a Torino e Bologna. Netta affermazione a Torino per Piero Fassino, che non ripete il dato “bulgaro” di Chiamparino (66,6%) ma comunque si attesta su un più che dignitoso 56,6%. Qui da notare è il forte scarto con il candidato del centrodestra Michele Coppola, che termina con uno scarno 27,3%, con la Lega che raccoglie il dato peggiore al nord: solo il 6,85%, un terzo dei voti raccolti dal Pdl (18,28%). Molto bene invece il Pd, che si attesta al 34,5% e addirittura la lista dei “Moderati”, che raccoglie il 9%. Benino Sel (5,6%), così così l’Idv (4,7%). Ma chi ha tolto voti ai due candidati maggiori? Anzitutto Vittorio Bertola, candidato del movimento 5 stelle: una percentuale intorno al 5% sia per il candidato che per la lista, che avrà un rappresentante in Consiglio comunale. Alberto Musy, il candidato del Terzo Polo, raccoglie una percentuale di poco inferiore a quella di Bertola (4,86%). Significa che il test per Udc (2,41%) e Fli (1,4%) è andato davvero male.

Onestamente Fini e Casini sotto Grillo è un dato interessante soprattutto se si pensa che il doppio turno dovrebbe non penalizzare la disaggregazione: facile però pensare che gli elettori di centrodestra di Torino abbiano puntato sul Pdl per non disperdere voti contro un candidato forte come Fassino. Interessante è anche il 3,5% di Domenico Coppola, supportato da una pletora di liste civiche, dalla Lega Padana Piemont, da Forza Nuova e da Forza Toro. Probabilmente una percentuale di voto compresa nell’area della protesta di centrodestra, difficile pensare che questi elettori avrebbero votato Fassino. C’è infine il dato di Juri Bossuto, candidato No Tav della Federazione della Sinistra e di Sinistra critica: un 1,5% anche qui in parte di protesta, voti che sarebbero stati utili a Fassino se si fosse andati al ballottaggio. In termini di seggi, il Pd ne ottiene 16 (su un totale di 40), i Moderati 4, Sel e Idv 2. al centrodestra vanno 7 seggi al Pdl e 3 alla Lega Nord. Ne rimangono due: uno va ai grillini, l’altro all’Udc. Fuori Fli quindi. Vengono eletti anche i candidati sindaco Michele e Giuseppe Coppola, Musy e Bertola.

Anche a Bologna il viaggio è stato di sola andata, con l’affermazione di Virginio Merola con un appena sufficiente 50,46%. Un risultato che smentisce addirittura Romano Prodi, che ieri affermava la probabilità del ballottaggio, date le molte liste presenti. Andiamo con ordine: Merola ha ottenuto in generale più voti dei partiti che lo sostenevano, ma in percentuale la coalizione che lo appoggiava è andata oltre il dato del nuovo sindaco. Stranezze dei voti disgiunti e anche del fatto che in molti votano solo il candidato e non le liste: la stessa cosa è successa anche al suo avversario di centrodestra ed anche a Torino, di cui abbiamo scritto prima. Detto del neo-sindaco Merola, il suo avversario diretto Bernardini si ferma al 30,35%. Bernardini è uomo della Lega ed il risultato è in effetti un mezzo successo per i leghisti, che salgono dal 3 al 10% in città.

Il grande boom lo ha fatto però Massimo Bugani, con un importante 9,5%: i grillini registrano qui il loro risultato più alto. Merola ha già annunciato che cercherà il dialogo con il Movimento 5 Stelle. Male è andato Stefano Aldrovandi, che si presentava con la sua civica formata dal cartello Terzo Polo più altri moderati del Pdl che non hanno accettato la convergenza sul candidato Bernardini. Aldrovandi aveva fatto appello ad un possibile voto disgiunto: scegliere lui come sindaco e Pdl come lista. Considerando però i dati ci sembra che il suo appello sia andato perduto, dato che i suoi voti corrispondono in larga parte ai voti della lista che lo appoggiava. Altro candidato moderato era Corticelli, appoggiato da Pri, da due civiche e dai “Popolari di Italia Domani”: un 3% in parte tolto a Bernardini, dato che Corticelli aveva appoggiato in passato sia Guazzaloca che Cazzola. Al consiglio comunale quindi sarà il Pd a farla da padrone con il 38,27% e 17 seggi. Al centrosinistra andranno anche i 4 seggi (un notevole 10,24%) assegnati alla lista Frascaroli-Vendola-Verdi. Amelia Frascaroli rappresentava l’unione delle istanze vendoliane: sinistra, ambiente e cattolici progressisti. La Frascaroli infatti è da sempre dentro ai movimenti della sinistra bolognese ma al di fuori del Pci (era infatti con il Manifesto e poi con il Pdup); al contempo però era anche tra i “Cattolici per il No”, quel movimento d’opinione che si formò nel ’74 per il mantenimento del divorzio. Un seggio va infine all’Idv (3,69%). Al centrodestra il Pdl si attesta al 16,60% (6 seggi) e la Lega al 10,72% (3 seggi), triplicando il dato delle comunali precedenti. Gli ultimi due seggi vanno ai grillini (9,4%). Risultano eletti in consiglio comunale anche i candidati non vincitori Bernardini, Bugani e Aldrovandi, che sarà l’unico rappresentante di un Terzo Polo anche qui impalpabile.

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