Moratti, Berlusconi e il “piano B”

By Redazione

maggio 12, 2011 politica

Mentre il polverone del post-dibattito tra Pisapia e Moratti inizia molto lentamente a ritornare a posarsi sulle scrivanie della politica meneghina e non, si iniziano a chiarire alcuni aspetti di una vicenda che ha dell’assurdo. E’ effettivamente complicato poter pensare che, su un tema delicato come il casellario giudiziario del proprio avversario, lo staff del primo cittadino di Milano possa aver preso un abbaglio così marchiano da accusarlo di un crimine del tutto laterale e per il quale è stato per di più assolto con formula piena.

Esclusa l’ipotesi di un infortunio occasionale, resta da domandarsi il perché di un attacco tanto virulento quanto facilmente smontabile nella sua tesi di fondo. E’ stato facile immaginare che potesse trattarsi di un “all-in”. Sondaggi traballanti, al punto tale che, dagli ippodromi, si suggerisce un sorpasso del fantino avversario, hanno suggerito ai falchi del sindaco di giocare, in coda al dibattito, il tutto per tutto. Uscire dal primo turno anche solo con una manciata di voti in meno potrebbe provocare un terremoto in grado di minare la traballante macchina verde-azzurra.

Ma anche così, la percentuale di rischio alla quale la Moratti si sarebbe esposta ci è sembrata tale che avrebbe dovuto suggerire di non giocare, almeno non in questo modo, una carta con più spine che petali. Da autorevolissime fonti dei Palazzi romani – dunque fallibili, in quanto lontani dai caffè di piazza duomo, ma autorevoli al punto di non poter non essere prese in considerazione – arriva una spiegazione che potrebbe offrire una chiave di lettura più plausibile.

La cantilena del “non era un attacco personale, volevo solo dimostrare come il mio avversario non fosse un moderato” sarebbe solo un raffazzonato piano B.
Quale, dunque, la strategia iniziale le cui ali sono state tarpate dal clamore della diffusione del dibattito prima della messa in onda televisiva? In barba ai peana lanciati contro Lassini, ma coerentemente con i recenti attacchi di Berlusconi contro la magistratura milanese, proprio il premier sarebbe dovuto essere il secondo attore di una strategia pianificata nei minimi dettagli.

Lo schema era in sostanza questo: la Moratti attacca Pisapia, che si difende dicendo di essere stato assolto. Berlusconi, a margine di una cerimonia alla quale ha preso parte nella serata di mercoledì (e dunque prima che i giornali di giovedì avessero dato conto dei risvolti della notizia), avrebbe poi detto che ad assolvere Pisapia era stato Armando Spataro. Già, proprio il sostituto procuratore del pool di Milano, che ha più volte mosso critiche e osservazioni all’operato del premier, e contro il quale il presidente del Consiglio si è ripetutamente scagliato, era il pm che chiese l’archiviazione della posizione del candidato di centrosinistra.

Il doppio passo di Berlusconi avrebbe così distolto l’attenzione dall’estemporanea battuta del sindaco, concentrando ancora una volta l’attenzione dei media sulla propria battaglia contro le procure. Ultimo atto di quella strategia di scontro frontale che sta portando avanti da qualche mese a questa parte. Il Cavaliere è convinto che una radicalizzazione del dibattito politico e una polarizzazione dell’elettorato siano prodromi di una vittoria alle urne, e l’attacco a Spataro e alla procura milanese per interposto Pisapia sarebbe stato il clou della forza d’urto impiegata in un campo ritenuto strategico.

E’ successo, continua l’autorevole insider, che la virulenza delle reazioni contro l’intemerata della Moratti è montata in giornata al punto tale da convincere Berlusconi, complice una Lega furibonda per non essere stata tempestivamente avvertita, a rimettere in discussione tutto seguendo, una volta di più, l’istinto del momento. Non una parola su Milano, dunque, qualcuna a mezza bocca sulla magistratura, ma solo per non disorientare eccessivamente i cronisti al seguito. Persino una stretta di mano all’odiatissimo Gianfranco Fini. Tutto per tentare di salvare capra (Moratti) e cavoli (gli alleati leghisti) dopo un piano naufragato poco dopo che sulla scacchiera era stato mosso il primo pedone. E che adesso potrebbe vedere compromessa irrimediabilmente la regina.

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