La scommessa di Lettieri

By Redazione

maggio 11, 2011 politica

“Se fossi cittadino napoletano voterei per Gianni Lettieri”, ne è certo e ha voluto ribadirlo alla platea del teatro Mimmo Liguoro, il presidente del Napoli Calcio, Aurelio De Laurentiis. Mentre l’inquinamento della campagna elettorale partenopea si arricchisce di monnezza e liste sporche, arriva la benedizione dal mondo del pallone che, insieme a San Gennaro, smuove sentimenti e suggestioni all’ombra del Maschio Angioino. Il candidato sindaco Gianni Lettieri viene dal mondo dell’imprenditoria, sa che “Napoli non è una città normale” ed è fresco di laurea honoris causa in amministrazione d’impresa. Già leader degli industriali partenopei, 54 anni e tre figli, è lui l’uomo scelto da Berlusconi per riconquistare lo scranno più alto di Palazzo San Giacomo.

Onore e onere per Lettieri che si ritroverebbe a gestire una macchina di 23mila dipendenti diretti o stipendiati dalle 21 società partecipate foriere di debiti per circa 70 milioni di euro annui. Senza dimenticare il perenne stato di emergenza rifiuti in cui versano i quartieri napoletani sommersi da monnezza, roghi e proteste. La sfida è di quelle toste e il Pdl lo ha capito subito. Durante la campagna elettorale il candidato sindaco per il centrodestra ha raccolto 273.500 euro per la sua lista personale: più dei budget di Morcone (Pd), De Magistris (Idv) e Pasquino (Terzo Polo) messi insieme. Per parte sua il Governo ha mandato i militari del Genio Civile a pulire la città cercando di restituire l’ennesimo miracolo a tempo determinato in vista del weekend di elezioni. Un buon biglietto da visita per il Lettieri uomo del fare: “voglio che Napoli sui rifiuti diventa la grande città più all’avanguardia d’Europa”.

Incassata la sfiducia dell’ex presidente di Confindustria Antonio D’Amato, il candidato sindaco si è trovato a fronteggiare opposizioni ben più insidiose come quelle che nelle scorse settimane lo hanno bloccato e impaurito a spasso per Napoli. Prima l’aggressione in centro storico da parte di un gruppo di attivisti dei centri sociali che lo aveva costretto a rifugiarsi in una chiesa, poi l’esplosione di una bomba carta davanti al comitato elettorale in piazza Bovio. “Non desisto”, è stato lo scatto d’orgoglio dell’imprenditore che, con la scorta al seguito, ha proseguito il suo tour de force a caccia di voti e consensi.

Vuole poteri speciali per riqualificare la città e snellire le procedure, nel taschino ha pronte 72 “cose di buon senso” da fare nei primi cento giorni di mandato. Usa un iPhone e un iPad, vanta una pagina Facebook seguita da quasi 5000 persone e nella vita reale ha corso la Maratona di New York (in 3h e 21′) anche se oggi la gara più importante è quella che lo vedrà contrapposto al prefetto salva-patria del Pd Morcone e al magistrato-volto tv De Magistris. Sul tema, le corse clandestine parlano di un netto vantaggio anche se ancora lontano dalla soglia del 50%. Più che probabile il ricorso ai ballottaggi dove le alleanze, con De Magistris e Terzo Polo in agguato, saranno determinanti.

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