Contestatori speciali

By Redazione

maggio 10, 2011 politica

“I veri abusi giudiziari sono quelli che denuncia Robin Hood!” e “Vergogna! Vergogna! Non si può neanche parlare in questo Paese!”. Trascinato via dagli uomini della Digos di Milano, Pietro Palau Giovannetti presidente dell’associazione Movimento per la giustizia Robin Hood, ha inveito così contro i sostenitori del Premier e contro i rappresentanti delle forze dell’ordine che lo stavano accompagnando lontano dal palazzo di giustizia.

Lunedì Silvio Berlusconi era presente in aula per il processo Mills (è accusato di aver corrotto l’avvocato inglese tramite pagamento di 600.000 dollari) e come oramai consuetudine delle ultime settimane, in caso di presenza del Premier in Tribunale, di fronte al foro milanese si fronteggiano i sostenitori del Cavaliere e i suoi detrattori. Palau Giovanetti, mentre era in corso l’udienza del processo, ha urlato all’indirizzo dei supporters azzurri: “Vergognatevi, buffoni!”. Inevitabile a quel punto l’intervento delle forze dell’ordine per separare le due fazioni e allontanare il contestatore.

“Sono stato identificato dalla polizia – ha detto ai giornalisti Palau Giovanetti- strattonato e portato in un portone, ma mi hanno lasciato libero perché non ho fatto nulla.” Ripreso dalle telecamere accorse, fino a quel momento rimaste in stand by, il presidente dell’associazione Robin Hood ha continuato la sua invettiva: “E’ chiaro che lo hanno fatto per impedirmi di parlare, in questo Paese ormai non c’è più libertà di espressione”.

Una scena che in questi ultimi anni si è vista e rivista in molteplici occasioni. Silvio Berlusconi, un contestatore, le telecamere e il sostegno degli antiberlusconiani. Un leitmotiv che non passa di moda, un malcontento che in alcune occasioni si tramuta anche in manie di protagonismo. L’elenco è lungo e in divenire.

Solo 48 ore prima, al Pala Sharp sempre nella città meneghina, durante un comizio organizzato a sostegno della candidatura di Letizia Moratti come Sindaco di Milano, il Presidente Berlusconi è stato interrotto da Vincenzo Michelini pensionato di 70 anni: “Silvio, ladro!” e ancora “cosa avete fatto per le pensioni?”. Dopo poco, il recidivo Michelini, è stato portato via dagli uomini della sicurezza che lo hanno rudemente allontanato dalla platea.

Gennaio 2011. Palazzo Grazioli. Una scolaresca incontra il Premier sotto la sua abitazione romana al numero 102 di Via del Plebiscito. Il Cavaliere mentre intratteneva i giovanissimi studenti è stato interrotto dall’insulto di un ventenne: “Sei un coglione!”. Il Premier rispose con un laconico: “Senti chi parla!”. Il giovane studente è stato fermato e successivamente denunciato.

Marzo 2010. Conferenza stampa convocata dal Presidente del Consiglio Berlusconi a Via dell’Umiltà, sede del Popolo della Libertà, per spiegare il pasticciaccio brutto delle liste elettorali Pdl di Roma non consegnate in tempo. Dalla platea di soli accreditati giornalisti si alza Rocco Carlomagno, giornalista free lance e contestatore di professione. Domande scomode da rivolgere (completamente fuori contesto) al Premier su Guido Bertolaso e la ‘cricca’ della ricostruzione de L’Aquila post terremoto. In quell’occasione non ci fu bisogno né della Digos, né degli uomini della sicurezza. Il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ebbe un contatto ravvicinato con Carlomagno.

Tornando ancora indietro nel tempo, (anno 2003) come dimenticarsi delle contestazioni verbali di Pietro Ricca al Tribunale di Milano durante il processo Sme. Il suo «Fatti processare, buffone!» è diventato un ever green nella particolare classifica delle contestazioni al Premier. Ricca, nel febbraio 2005 fu condannato dal giudice di pace di Milano a un’ammenda di 500 euro. La Corte di Cassazione, tuttavia, annullò la sentenza e la rinviò al giudice di pace di Milano, da cui venne definitivamente assolto nel 2006.

E poi ci sarebbero le aggressioni fisiche come l’episodio in cui a Piazza Navona nel 2004, Roberto Dal Bosco allora ventotenne muratore, aggredì il Premier con il cavalletto della sua macchina fotografica. Oppure l’aggressione di Massimo Tartaglia del dicembre 2009 in cui l’uomo (in cura per problemi psichici) scagliò contro il viso di Berlusconi, una miniatura souvenir del Duomo di Milano. Ma questa è un’altra storia, della quale si spera non si scrivano nuovi capitoli.

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