Wanted: i nuovi Bin Laden

By Redazione

maggio 8, 2011 Esteri

Il re è morto, viva il re. Quella dei terroristi è una dinastia infernale: qualcuno presto o tardi erediterà il “trono” di Osama Bin Laden. La guerra non è finita. All’indomani dell’11 settembre, le forze di sicurezza americane elaborano un documento in cui vengono riportati gli uomini più pericolosi di Al-Qaeda. La lista cresce negli anni, anche se alcuni di loro vengono catturati, o uccisi. Ecco chi sono gli altri.

Ayman al-Zawahiri. Medico, fonda in Egitto il gruppo militante islamico per la jihad. Molto probabilmente sarà lui a sostituire Bin Laden. Viene considerato il principale ideologo del gruppo, il cervello operativo dietro gli attentati negli Stati Uniti. Zawahiri è stato visto l’ultima volta nella città orientale afghana di Khost nell’ottobre 2001. Si ritiene che dopo l’attacco USA, sia fuggito sulle montagne al confine tra Afghanistan e Pakistan, protetto dalle tribù locali. Sua moglie e i suoi figli sono stati uccisi in un raid aereo degli Stati Uniti alla fine del 2001. È il nuovo leader di Al-Qaeda, il ricercato n.1 da circa 48 ore.

Abu Yahya al-Libi, noto anche come Hasan Qayid e Yunis al-saharawi, si pensa che sia stato membro del Gruppo combattente islamico libico (LIFG) prima di allearsi con Osama Bin Laden. Da allora è il teologo di Al-Qaeda. Sostiene di essere stato catturato dalle forze pakistane nel 2002 e inviato alla base aerea militare statunitense di Bagram, in Afghanistan, da dove fugge nel luglio 2005 insieme ad altri tre membri di Al-Qaeda. Viene in seguito nominato comandante sul campo in Afghanistan, ma lui stesso si considera uno studioso di teologia.

Khalid al-Habib Le sue origini sono incerte: egiziane, o marocchine. Comanda le forze di Al-Qaeda nel sud-est dell’Afghanistan fino al 2006, quando assume il comando generale. Secondo i funzionari militari statunitensi, oggi sovrintende le operazioni in Afghanistan e in Pakistan settentrionale. Habib potrebbe operare sotto falsa identità.

Nell’agosto 2010, l’FBI dichiara che Adnan El Shukrijumah Gulshair ha assunto il comando del “consiglio delle operazioni esterne”. Avendo vissuto per più di 15 anni negli Stati Uniti, è la prima volta che un combattente intimamente legato alla società americana viene posto a capo del gruppo designato a pianificare operazioni e attentati al di fuori dell’Afghanistan. Nato in Arabia Saudita, Shukrijumah si trasferisce negli Stati Uniti quando suo padre, un religioso musulmano, ottiene un incarico in una moschea di Brooklyn. In seguito si trasferisce in Florida. Alla fine degli anni ’90, decide di arruolarsi nel jihad ceceno e parte per i campi di addestramento in Afghanistan. Si ritiene che Shukrijumah abbia giocato un ruolo chiave nel fallito attentato suicida alla metropolitana di New York nel 2009. E’ anche sospettato di aver preso parte agli attacchi di Al-Qaeda a Panama, Norvegia e Regno Unito.

Atiyah Abd al-Rahman è libico. Ancora adolescente si lega ad Osama Bin Laden. Sono gli anni ’80. Da allora, ha acquisito una notevole fama nell’organizzazione come esperto di esplosivi e studioso del Corano. Fugge con Bin Laden nella regione di confine tra Afghanistan e Pakistan alla fine del 2001 e diventa un importante punto di riferimento per altri gruppi di militanti islamici in Medio Oriente e Nord Africa. Si dice che abbia mediato con successo un’alleanza formale con il Gruppo salafita algerino per la Predicazione e il Combattimento (GSPC), che ha cambiato nome in “Al-Qaeda nel Maghreb islamico”.

Saif al-Adel è il suo nome di battaglia. Muhamad Ibrahim Makkawi, ex colonnello egiziano, ha viaggiato in Afghanistan nel 1980 per combattere le forze sovietiche con i mujaheddin. Adel è stato il capo della sicurezza di Osama Bin Laden, poi promosso comandante. È sospettato di essere coinvolto negli attentati alle ambasciate Usa in Africa orientale nel 1998 e il responsabile della formazione dei combattenti somali che hanno ucciso 18 militari americani a Mogadiscio nel 1993. Ha istruito alcuni dei dirottatori dell’11 settembre. Nel 1987, l’Egitto lo ha accusato di aver cercato di rovesciare il governo. Dopo l’invasione dell’Afghanistan, si ritiene che Adel si sia rifugiato in Iran con Suleiman Abu Ghaith e Saad Bin Laden, figlio del defunto leader di Al-Qaeda. L’Iran non ha mai riconosciuto la loro presenza. Diverse lettere e dichiarazioni internet che portano il suo nome, o pseudonimi sono stati pubblicati dopo il 2002, il che porta gli analisti a credere che sia ancora in contatto con i leader di Al-Qaeda nella regione.

Adam Gadahn è un americano cresciuto in California, ma per i suoi è Azzam l’Americano. Dopo la conversione all’Islam, si trasferisce in Pakistan nel 1998, dove sposa la figlia di un rifugiato afgano. Nel 2004, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti lo ha identificato come uno dei sette membri di al-Qaeda impegnati nella preparazione di attacchi imminenti contro gli Stati Uniti. Nel settembre 2006, è apparso in un video con Ayman al-Zawahiri e ha esortato i suoi compatrioti americani a convertirsi all’Islam e sostenere Al-Qaeda. Il mese successivo, Gadahn diventa il primo cittadino americano ad essere accusato di tradimento dalla Seconda Guerra Mondiale.  Sulla sua testa pende una taglia di 1 milione di dollari.

Ex studente di scienze, la sua missione è costruire bombe. Abdelwadoud è il leader di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM). Diventa capo dell’organizzazione militante islamica algerina, il Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento (GSPC), a metà del 2004. Dopo l’università nel 1995, Abdelwadoud aderisce al Gruppo islamico armato (GIA), un precursore del GSPC, che ha come principale obiettivo la costituzione uno Stato islamico in Algeria. Annuncia l’alleanza con Al-Qaeda nel 2003. Nel gennaio 2007 la GSPC annuncia di aver cambiato nome in Al-Qaeda nella terra del Maghreb islamico. Le ambizioni di leadership del Gruppo allargato, e ha di conseguenza effettuato una serie di attacchi in tutto il Nord Africa. Esso ha anche dichiarato la sua intenzione di attaccare obiettivi occidentali e inviare jihadisti in Iraq. Gli occidentali sono stati rapiti e detenuti a scopo di riscatto, alcuni sono stati uccisi.

Awlaki ha passaporto americano e origini yemenite. È  stato collegato a una serie di attentati e complotti in tutto il mondo (dall’11 settembre 2001 alla sparatoria a Fort Hood, nel novembre 2009). Fugge in Yemen nel 2007. Funzionari degli Stati Uniti affermano che sia il leader di Al-Qaeda nella penisola arabica, un ramo della rete di militanti in Arabia Saudita e Yemen. Ha contribuito a reclutare Omar Farouk Abdulmutallab, il nigeriano accusato di aver tentato di far esplodere un aereo di linea che volava in Detroit il 25 dicembre 2009. Dopo il fallito attentato, il presidente Barack Obama autorizza la Cia ad ucciderlo. In seguito, Awlaki sopravvivrà ad un attacco aereo nel sud dello Yemen. La sua famiglia dice che non è un terrorista.

Midhat Mursi al-Sayid Omar è un chimico. Ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo delle armi chimice e biologiche dell’organizzazione. È conosciuto anche come Abu Khabab. Lascia l’Egitto per combattere i sovietici nel 1980. Un suo compagno rivela che il suo processo di avvicinamento ad Al-Qaeda fu lento: non condivideva la strategia centrale del gruppo e non amava l’alleato Ayman al-Zawahiri, Probabilmente cambiò idea perché aveva bisogno di denaro. Oltre a insegnare corsi di esplosivi convenzionali, ha scritto manuali su come costruire armi tossiche e ha condotto una serie di esperimenti nell’ambito del progetto Al-Zabadi, o “latte cagliato”. Gli Stati Uniti ritengono che potrebbe vivere in Pakistan, anche se altri rapporti suggeriscono che egli fuggì nella regione del Caucaso nel 2001. Funzionari dell’intelligence USA non credono che possa occupare una posizione di spicco nell’organizzazione.

Saad Bin Laden, uno dei figli di Osama Bin Laden, è coinvolto fin da ragazzo nelle attività di Al-Qaeda. Fugge con la sua famiglia in Iran nel 2001, dove assume la guida di un piccolo gruppo jihadista attivo nel Paese. Viene arrestato dalle autorità iraniane nei primi mesi del 2003, ma potrebbe essere stato rilasciato (notizia non confermata dalle autorità iraniane). Stando agli ultimi rapporti dei servizi di sicurezza americani, oggi Saad vive libero nel nord del Pakistan.

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