La Russa Show

By Redazione

maggio 4, 2011 politica

Periodo di lacrime, sangue e fischi per Ignazio La Russa. Il ministro della Difesa, ex colonnello di An e oggi figura di spicco del Pdl berlusconiano, è tra i membri del governo più impegnati su vari fronti. C’è la grana della Libia, con gli aerei e le bombe, i costi aggiuntivi della missione e i mal di pancia della Lega. Senza dimenticare il problema Afghanistan riaperto dalla morte di Bin Laden e rinfocolato dalle domande sul “che ci facciamo lì” con un contingente e una missione che puntualmente vengono rimessi in discussione. Dulcis in fundo, arrivano i fischi e le gaffes a coronamento di un inizio anno niente male per la gioia di web e tv.

Lukashenko? Chi è questo?” chiede sbigottito il ministro durante l’ultima puntata di Ballarò quando, appena qualche minuto prima, il leader Udc Casini aveva parlato proprio del “dittatore bielorusso amico di Silvio Berlusconi” in sella allo stato ex Urss dal 1994. Il tutto si svolge rigorosamente in diretta e si snoda con il suggerimento di un collaboratore che dà un paio di dritte a La Russa per farlo ripartire nella discussione sullo sconosciuto Lukashenko. Floris sorride, il pubblico e gli ospiti si lasciano andare ad una risata per il lapsus che, in poche ore, ha fatto il giro del web. Nel corso della puntata c’è anche il tempo per un “porca putt..” che esce dalla bocca del ministro durante una concitata discussione col sindaco di Verona Flavio Tosi. Della serie, non ci facciamo mancare proprio nulla.

Poche ore più tardi, Ignazio (come lo chiama Fiorello) è a Torino per le celebrazioni dei 150 anni dell’Esercito Italiano. Festa grande in città, folla che si accalca per le vie del centro e uomini delle forze armate schierati al cospetto del presidente della Repubblica Napolitano che insieme a La Russa passa in rassegna le truppe. In Piazza Castello c’è il palco con i maxischermi e non appena il ministro della Difesa prende la parola partono fischi e contestazioni dal pubblico. “Poveri, piccoli fischiatori di professione”, li definisce il diretto interessato che, pure ai festeggiamenti del 25 aprile, era stato salutato da un piccolo coro di fischi.

Ma le vicissitudini dell’ex An non sono finite qui. Il 30 marzo infatti è stato assoluto protagonista della bagarre a Montecitorio quando, durante una discussione in aula, confeziona un “ma vaffa..” accompagnato dal gesto del braccio indirizzato al Presidente della Camera Gianfranco Fini. La marachella, documentata dalla moviola del tg di Enrico Mentana, ha scatenato le ire dell’opposizione ed è costata una lettera di censura al diretto interessato che, inchiodato dalla prova tv, ha incassato il colpo. Il tutto dopo che a metà febbraio, a margine della manifestazione di Giuliano Ferrara, il giornalista di Annozero Corrado Formigli denunciava di esser stato scalciato dal ministro per alcune domande “impertinenti” sul bunga bugna. Un inizio d’anno coi fiocchi, appunto.

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