Apartheid post-rivoluzionario

By Redazione

maggio 4, 2011 Esteri

Nonostante la morte di Osama Bin Laden, in Egitto non ci si attendono grandi progressi nel rapporto uomo donna. Colpa, o merito, secondo i punti di vista, dei Fratelli mussulmani che nel loro sito internet, già dallo scorso 21 marzo hannno chiesto al governo con un articolo firmato dalla attivista Iman Isma’il, una delle responsabili del movimento femminile, “le sorelle musulmane”, che il governo vari un progetto di “autobus per sole donne”. Cioè l¹instaurazione di un apartheid sessuale che sinora esiste solo in Arabia Saudita Afghanistan e Iran , i tre paesi che in passato proprio con Bin Laden hanno tenuto i rapporti più stretti. La cosa viene venduta in questi termini: “Veicoli di tutti i tipi, con un colore speciale e particolare, con un’iscrizione che dice “solo per donne”, nel quale nessun uomo possa toccarci. Non dovremo più gridare fino a diventare fioche per dirgli di lasciarci passare per salire o per scendere. Non dovremo più combattere con quelli che rifiutano di scansarsi. Con un prezzo ragionevole avremo mezzi di trasporto che ci assicureranno il completo rispetto”.

Ancora una volta quindi la sessuofobia islamista paranoica rischia di caratterizzare il futuro dell¹Egitto se il prossimo governo vedrà anche una forte rappresentanza degli “Ikhuan al muslimin”. Ma la proposta della sorella mussulmana Iman ha accenti a dir poco grotteschi: “Ho avuto l’idea di fare una campagna chiamata ‘Trasporto per sole donne’. Questa idea può essere realizzata in pochi giorni perché tutto quello di cui c’è bisogno è che un gruppo di ragazze da tutto il paese facciano dei cartelli chiari e speciali che dicano ‘Solo per Donne’ e li attacchino su dei veicoli ­ dopo avere presentato l’idea al conducente per convincerlo che non gli procurerà perdite finanziarie, ma che gli potrebbe procurare dei profitti ancora maggiori dal momento che è possibile che alle ragazze piaccia questa idea in maniera senza precedenti. Sarà poi possibile chiedere al ministero dei trasporti di replicare l’idea e di portarla avanti in maniera ufficiale”.

In attesa che l’apartheid sessuale diven ti una realtà anche nell¹Egitto post rivoluzionario, nel nome del “mai più mano morta islamica sull’autobus”, l¹ingegnosa Iman suggerisce una sorta di decalogo comportamentale per ragazze timorate di Allah: “Se sei obbligata a sederti nei posti di dietro, metti la tua borsa accanto a te fino a che un’altra ragazza salga. Poi sorridile e lascia libero il posto accanto a te per lei. Sicuramente lei verrà a sedersi accanto a te. Ma se non puoi evitare che un uomo si sieda accanto a te, metti qualcosa che ti divida [da lui] ­ una borsa, un libro, un portamonete o un qualsiasi altro oggetto di separazione. L’uomo potrà meravigliarsi dell¹oggetto che hai posto per la separazione e potrebbe esprimere stupore o sarcasmo, ma tu ignoralo. Non essere imbarazzata e non cercare di rimuovere l’oggetto o di giustificare quello che stai facendo. Se la cosa arriva al punto che lui ti chiederà di toglierlo, digli, con tutto il dovuto rispetto: ‘Mi dispiace, ma questo è massimo che posso fare’. Inoltre, durante il tragitto, tieniti occupata con qualsiasi cosa che possa distrarti da quelli che stanno accanto a te ­ leggendo il Corano o un libro, chiedendo il perdono di Allah, restando in contemplazione o pensando profondamente. Poi, se devi scendere alla tua fermata, non trascurare il tuo diritto a scendere con pudore. Insisti nel fatto che chiunque sia sul tuo percorso si sposti in modo che tu possa passare senza toccare un uomo. Infine evita di sederti fra due uomini, chiunque essi siano, perché questo potrebbe metterti in una situazione molto imbarazzante nella quale tu potresti essere incapace di adottare delle misure di sicurezza. Altrimenti chiedi loro di sedere uno accanto all¹altro e tu siederai nel terzo sedile”.

Altri suggerimenti riguardano un uso dinamico dell¹autobus da parte delle timorate di Allah: “Cerca di programmare il tuo viaggio quando è festa, quando i mezzi pubblici sono vuoti o durante le ore calme, come la mattina presto. Sali alla prima fermata, in modo che tu possa trovare un posto a sedere, e scendi all’ultima fermata, senza doverti strofinare agli uomini nel corridoio; se non trovi un posto a sedere, scendi a metà del percorso ma insisti sul fatto che tutti gli uomini che si trovano sul tuo cammino devono prima spostarsi”. Infine, “se il tuo salario ti consente di comprarti due biglietti, cerca di prendere entrambi i sedili davanti per te stessa. Quale sollievo sarà il non doversi strofinare con nessun uomo”. Benvenute nell’Egitto post-rivoluzionario.

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