Morto Bin Laden: avanti il prossimo

By Redazione

maggio 2, 2011 Esteri

È un gran giorno quello in cui si festeggia la morte di Osama Bin Laden. E dietro questo gran giorno c’è un pezzo di Italia che dovrebbe esultare con orgoglio e vigore. Perché dietro l’uccisione di questo mostro del male, c’è il figlio di un ristoratore di Siderno, provincia di Reggio Calabria, emigrato negli States dopo la guerra per aprire una tavola calda a Monterey, in California. Dobbiamo all’amore e alla tenacia di Carmelo Panetta e Carmelina Prochilo se oggi a capo della Cia c’è loro figlio, Leon Edward Panetta, che con la sua intelligenza ha diretto i servizi segreti americani negli ultimi due anni, portandoli a scovare Osama Bin Laden, fino a poche ore fa nemico numero uno del mondo libero. E dobbiamo a quella nazione meravigliosa che sono gli Stati Uniti d’America, se lì da loro è possibile ciò che altrove non è neppure pensabile: che il figlio di immigrati italiani possa arrivare a guidare i servizi segreti nazionali. Solo in un sogno diventato un grande Paese può succedere questo. Solo lì.

Lì, dove dopo l’attentato dell’11 settembre 2001, tutte le religioni si sono ritrovate a Ground Zero per piangere e pregare in nome degli innocenti caduti per mano del furore omicida di Bin Laden e dei suoi scherani. Lì, dove un nero, chiamato per giunta dai genitori Barack Hussein Obama, è stato magnificamente eletto Presidente ed oggi può guardare a testa alta i grandi Presidenti del passato. Lì, dove Leon Panetta diverrà a giorni Segretario alla Difesa, dopo essere stato un brillante deputato californiano, un solido Direttore dell’Ufficio del Bilancio, un non dimenticato Capo Gabinetto della Casa Bianca sotto quell’altra meraviglia umana che è Bill Clinton, divenuto a sua volta Presidente pur essendo orfano di padre in un famiglia non agiata. Tutti figli di gente normale e operosa. Tutti figli di una comunità operosa e giusta. Tutti figli di uomini e donne che hanno sempre fatto la loro parte, consentendo al sistema di progredire a alla loro prole di raggiungere mete eccezionali. Sono questi uomini e queste donne a dire oggi che il mondo libero ce la può fare a difendere la propria libertà e a permettere alla stessa di ispirare le lotte di chi, ovunque, la libertà cerchi a prezzo della vita. Ieri giustizia è stata fatta. E se qualche commento idiota straparla di vendetta, può farlo solo grazie al sacrificio generoso di chi combatte, tutti i giorni, contro i nemici del mondo libero e li annienta. Questo sacrificio tollera anche la libertà di straparlare. Oggi, come ieri e domani.

È una gran notizia la fine di Bin Laden ed è una gran notizia che sia avvenuta il giorno della festa dei lavoratori. È un bene che la sua morte resti per sempre associata a questa ricorrenza così caratterizzante della nostra civiltà, della nostra cultura, del nostro stile di vita. Perché i lavoratori, migliaia di lavoratori, sono state le vittime preferite di questo mostro del male. Certo, il pensiero va anche ai nostri soldati, vero orgoglio nazionale, impegnati in quei conflitti causati dal furore omicida di Bin Laden. E ai soldati americani e di tutte le nazioni alleate. Ma l’11 settembre del 2001 alla Twin Towers, l’11 marzo del 2004 a Madrid e il 7 luglio del 2005 a Londra, gli obiettivi fisici degli attentati terroristici di al-Qaida sono stati uomini e donne al lavoro o in viaggio verso il posto di lavoro. Uomini e donne normali e perciò straordinari, membri delle nostre comunità operose e giuste. Come le vittime innocenti degli attentati in Iraq, in Egitto, nello Yemen, in Somalia, in Kenya, nell’Indonesia e di tanti altri atti spregiudicati.

È per loro che quest’anno la festa dei lavoratori dura due giorni.

* Antonio Funiciello è il direttore di LIBERTA’eguale. Scrive su Liberal, Europa e Mondoperaio. Ha ricoperto incarichi di direzione nei Ds e nel Pd. Lavora presso il gruppo parlamentare del Pd al Senato. Ha scritto per Donzelli Il politico come cinico. L’arte del governo tra menzogna e spudoratezza. La pubblicazione del suo articolo ci è stata gentilmente concessa dal webmagazine QDR.

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