Il vestito di Donna Letizia

By Redazione

aprile 29, 2011 politica

“Oh, basta con questa mia immagine di donna fredda e perfettina”, parola di Letizia Brichetto Arnaboldi, coniugata Moratti. L’ex presidente della Rai, ex ministro dell’Istruzione e oggi sindaco di Milano, si prepara ad affrontare la competizione elettorale per un altro mandato al timone di Palazzo Marino con quella convinzione che l’abito non fa il monaco. Anche se l’alta formazione al Collegio delle Fanciulle e i corsi di danza classica alla scuola Carla Strauss di Milano hanno dato quel tocco di rigore in più spesso rinfacciato alla cognata di Massimo Moratti. Che in privato giura essere “allegra, espansiva e solare” ma pure sorprendente quando, nel luglio scorso, ha rivelato di essersi travestita col il figlio Gabriele (quello della Bat-casa) per andarsene di notte nei quartieri a rischio della città e “capire che cosa succede veramente”.

Non bastavano le telecamere dell’Ecopass e i 1300 occhi elettronici sparsi per le strade, perché Lady Moratti ha voluto constatare personalmente per poi presentarsi con le ricette dell’anno nuovo. Che vanno ad aggiungersi ai “cento progetti realizzati” e raccolti in un libro da 500mila copie spedito agli elettori del capoluogo invitati a rinnovarle la fiducia “per una Milano sempre più bella da vivere”. Nel frattempo il Comune ha recapitato ai vigili urbani gli ordini di servizio per impedire ogni forma di bivacco dei senzatetto almeno fino alle elezioni. L’abito buono in vista delle feste è un must, figurarsi se ad indossarlo è la Capitale della Moda.

Tra programmi e buone intenzioni, attorno alla Moratti si è messa in moto un’imponente (e ingombrante) macchina elettorale con un budget che oscillerebbe tra i 6 e i 15 milioni di euro: Berlusconi si è piazzato capolista per ribadire l’importanza della roccaforte milanese mentre il Pdl ha cercato di serrare le fila intorno al sindaco uscente anche se, ammette il predecessore Albertini, “nel partito le due anime non trovano una sintesi”. E per due anime si intendono quella dei moderati liberali e dei cosiddetti nemici delle procure. Primo tra tutti l’avvocato Roberto Lassini che con i suoi manifesti anti-giudici ha realizzato un autogol nella porta della Moratti. In un paio di mesi donna Letizia si è trovata una scrivania piena di carte, un telefono bollente e tanti richiedenti alla porta.

Dall’inchiesta sulla Bat-casa del figlio, ai caroselli Pdl nei pressi del tribunale, passando per l’incubo ballottaggio con le grane del Terzo Polo e il grillino Calise pronti a muovere un discreto bacino di voti. La prima cittadina non ha fatto una piega, neanche davanti ai fischi della piazza durante i festeggiamenti per il 25 aprile, procedendo con la schiena dritta e le spalle che così larghe non si vedevano da tempo. L’obiettivo è unire per vincere. Con gli alleati strategici che, all’ombra del Duomo, rispondono al nome di Lega Nord, numero civico 41 di Via Bellerio. Da alcune settimane infatti l’entourage del sindaco si è impegnato a ricucire il rapporto con il Carroccio scongiurando gli scetticismi di Bossi e i mal di pancia legati al caso Lassini.

Appena qualche giorno fa la Moratti ha presentato i cento progetti per la città scritti in milanese insieme al capolista lumbàrd Matteo Salvini (prossimo vicesindaco?) per ribadire che il matrimonio con la Lega è “solido” e improntato a “sintonia, lealtà e collaborazione”. Ma il fiore all’occhiello di Letizia è l’Expo 2015, un Eldorado da 20 miliardi in investimenti, 70mila posti di lavoro e 25 milioni di turisti. Straordinario volano elettorale ma anche delicatissimo crocevia di interessi che nel frattempo ha registrato la nascita della lista “giovani per l’Expo”, formazione vicina alla Moratti e prezioso serbatoio under 35 utile per mantenere un cordone ombelicale con la componente studentesca della città. L’obiettivo è vincere subito: senza i ballottaggi, evitando scomodi compromessi. Con l’abito di sempre.

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