Fli, il giorno delle colombe?

By Redazione

aprile 28, 2011 politica

Italo Bocchino e Fabio Granata da alcuni giorni condividono un’angoscia profonda: che succede se Gianfranco Fini sposa la linea di Adolfo Urso e riporta Futuro e Libertà nel centrodestra? Solo qualche settimana fa pareva un’ipotesi ai limiti della fantapolitica, oggi, invece, il leader dei futuristi sembra essere persuaso da un azzardo che rischia di modificare sensibilmente la geografia politica dei partiti italiani. Il pretesto per un atto di distensione sarebbero le prossime elezioni amministrative. E’ vero che pressoché ovunque Futuro e Libertà ha presentato candidati propri ma è anche vero che nelle sfide decisive (Milano e Napoli, ad esempio) il ballottaggio pare scontato e che, quindi, obtorto collo i finiani saranno costretti a scegliere.

Agli osservatori più attenti non sarà sfuggito che in alcune città Futuro e Libertà corre alleata con il centrosinistra. E gli stessi osservatori avranno senza dubbio notato che alla conferenza stampa di presentazione del “fasciocomunista” Pennacchi erano del tutto assenti gli ursiani, mentre Gianfranco Fini non ha mai ufficialmente benedetto la candidatura. Fin qui niente di nuovo, le solite scaramucce interne ai partiti.

La vera novità, però, arriva da Milano, dove pare ormai praticamente scontato un appoggio finiano alla Moratti in caso di ballottaggio. A convincere i futuristi sulla bontà di un possibile apparentamento al secondo turno sarebbe stata la possibilità di esprimere l’assessore alla Cultura della prossima Giunta Moratti. Non sarà un politico in senso stretto e i luogotenenti milanesi starebbero già lavorato ad un’ipotesi che ricalchi il modello Umberto Croppi in giunta con Alemanno.

Stesso ragionamento è pronto a Napoli dove, proprio a casa di Italo Bocchino, risulterà difficile far digerire eventuali appoggi al discusso Morcone o al giustizialista De Magistris. Molto più facile (e indolore) turarsi il naso e scegliere Lettieri.  Se passasse questa linea, sarebbe la sconfitta forse definitiva dell’asse Bocchino-Granate e la rivalsa dei moderati guidati da Adolfo Urso.

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