L’ ultima battaglia di Tremonti

By Redazione

aprile 27, 2011 politica

Tra qualche mese potremmo ritrovarci in un paese economicamente tremontizzato. E questo indipendentemente dall’approdo a Palazzo Chigi del tributarista di Sondrio. Giuseppe Vegas, tremontiano di ferro, è oggi il gran capo della Consob. E’ stata una nomina fortemente voluta dal “divo Giulio” e portata a termine nonostante le iniziali contrapposizioni di quanti chiedevano per quel ruolo il nome di un tecnico puro e non di un politico (parlamentare, ex sottosegretario) come Vegas.

Chiuso un fronte, Tremonti ne ha subito aperto un altro. Ha tessuto una trama fittissima con i rappresentanti dei dicasteri economici dei partner europei per garantire all’Italia lo scranno più alto della BCE. La poltrona è destinata a Mario Draghi e Tremonti finirebbe per ottenere un ottimo risultato: togliere di mezzo un competitor autorevole per la corsa a Palazzo Chigi come Premier di transizione e liberare un’altra potente casella da occupare, quella della presidenza di Bankitalia.

Qui il superministro ci vorrebbe un suo fedelissimo, Vittorio Grilli, direttore centrale del Tesoro e tecnico stimato in grado di contare su appoggi pressoché trasversali (è stato uno dei Ciampi boys, con tutto ciò che ne consegue). L’unico vero difetto che si porta dietro è di essere stato ormai etichettato come uomo di Tremonti. A suo favore, però, gioca la debolezza di tutti quelli che sono stati prospettati come possibili outsider e che difficilmente riusciranno a garantirsi consensi sufficienti a completare la scalata a Palazzo Koch.

Se a Tremonti riuscisse anche questa operazione, avrebbe in meno di due anni occupato i principali centri del potere economico italiano: Ministero, Consob e Bankitalia. Per tacere delle numerose partecipate in cui sono finiti, con ruoli di primissimo ordine, uomini vicinissimi al superministro.

Il grande sconfitto di questa girandola di poltrone non sarebbe tanto Berlusconi, che si vedrebbe formalmente e sostanzialmente commissiarata la politica economica, quanto più Gianni Letta; l’uomo che più di ogni altro ha cercato di fermare l’ascesa di Tremonti.

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