Governo: ecco chi bussa alla porta

By Redazione

aprile 26, 2011 politica

Annamaria Bernini è un avvocato civilista e penalista nonché professore associato di Diritto pubblico comparato all’Università degli Studi di Bologna. Eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati per il Popolo della Libertà nel 2008. Si è candidata nel 2010 come Presidente della Regione Emilia-Romagna, riceve il 36,7% delle preferenze (1,6% in meno rispetto al 38,3% raccolto dalla coalizione di centrodestra Pdl+ Lega Nord + la Destra). Vicina al Presidente della Camera Gianfranco Fini, rimane nel Pdl anche dopo l’esclusione dal partito dei finiani e la fondazione del partito Futuro e libertà per l’Italia. Potrebbe diventare sottosegretario della Comunicazione del ministero dello Sviluppo economico retto da Paolo Romani.

Catia Polidori è un’imprenditrice umbra membra di numerosi cda di aziende attive nel settore edile. Accostata dai media al nome del concittadino Francesco Polidori, proprietario della Cepu e sostenitore di Silvio Berlusconi fin dal 1994, ma con il quale in realtà non ha nessun legame di parentela. Si candida in politica nel 2008 per il Popolo della Libertà e viene inserita in lista dai vertici del partito. Eletta nella  circoscrizione Veneto 2, fa parte della commissione attività produttive, commercio e turismo. E’ presidente nazionale  del Confapi dal 2005, membro della Fondazione Farefuturo e direttore esecutivo della Fondazione Italia-USA. Vicina al Presidente della Camera Fini, al contrario della Bernini, non prosegue la legislatura nel Pdl ed aderisce al Fli. Durante il voto di fiducia del 14 Dicembre 2010 però, va contro il partito e vota a contro la sfiducia al Governo Berlusconi. Decide di lasciare il gruppo Fli della Camera e aderisce al Gruppo Misto. Per lei sarebbe stata data per certa una nomina a Sottosegretario.

Aurelio Misiti è docente universitario e professore ordinario di Ingegneria. Ha iniziato la sua carriera politica nel Partito Comunista Italiano, ricoprendo la carica di Sindaco di Melicuccio (RC). Entra in CGIL e nel 1969 diventa segretario nazionale della CGIL-Scuola-Università. Dal 1983 al 1987 è presidente dell’ACEA. Nel 1995 viene nominato dall’allora Presidente del Consiglio Lamberto Dini alla Presidenza del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, successivamente verrà nominato Commissarrio straordinario per le Grandi Opere del Sud. Assessore tecnico ai Lavori Pubblici nella giunta di centrodestra dell’allora Presidente della Regione Calabria Chiaravalotti. Si iscrive all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e viene elettoa alla Camera dei Deputati nel 2006. Rieletto nel 2008 nella circoscrizione Calabria per l’Italia dei Valori, nel 2009 si iscrive al Misto e nel 2010 passa al Movimento per l’autonomie del Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo. Il 3 Febbraio 2011 la Camera dei Deputati deve esprimersi sulla concessione dell’autorizzazione di perquisizione negli uffici del ragioniere Spinelli, fiduciario del premier. Misiti decide di votare contro tale autorizzazione in dissenso con il suo gruppo parlamentare. La decisione, supportata da una dichiarazione di Misiti in cui affermava di entrare in maggioranza a patto che ricevesse un ministero o un sottosegretariato provocano una dura reazione del suo leader Lombardo. Dopo il voto Misiti lascia l’Mpa e passa al Gruppo Misto non iscritto ad alcuna componente. Potrebbe essere accontentato con la carica di viceministro delle Infrastrutture.

Francesco Pionati è giornalista RAI, volto noto del Tg1 ne diventa vicedirettore sotto la direzione di Clemente Mimun. Ha collaborato con numerose testate ed è stato nell’esecutivo del sindacato di categoria USIGRAI. Nel 2006 decide di candidarsi in politica per l’UDC di Casini, ma non riesce ad essere eletto al Senato. Però riesce a diventare Senatore nello stesso anno, sostituendo il dimissionario Salvatore Cuffaro. Nel 2008 viene eletto alla Camera con l’Unione di Centro dalla quale esce nello stesso anno in disaccordo con le politiche del partito. Fonda il partito Alleanza di Centro per la libertà e si presenta alle elezioni europee del 2009 in un’unica lista assime a La Destra e l’Mpa, raccogliendo però un misero 2,2%. Dal gennaio 2011 è il portavoce del nuovo gruppo Parlamentare Iniziativa Responsabile. Anche per lui ci sarebbe un posto sicuro da sottosegretario.

Daniela Melchiorre è un magistrato ed è stata sottosegretaria alla Giustizia nel Governo Prodi del 2006. Al governo come tecnico nella lista Dini Liberal Democratici, accetta la candidatura nelle liste del Pdl e diventa onorevole nel 2008. Dopo pochi mesi dalla elezione con il Pdl esce dal gruppo del partito alla Camera e si iscrive al Misto. Dal 21 maggio 2008 è membro della II Commissione (Giustizia) alla Camera e dal 31 marzo 2009 partecipa alla Commissione bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Il 17 novembre 2008 annuncia il passaggio dei Liberal Democratici all’opposizione. Alle elezioni europee del 2009 si presenta capolista in tutte le circoscrizioni per “LD con Melchiorre”; risulterà la lista meno votata con lo 0,23% dei suffragi. Alle elezioni regionali del 2010 Melchiorre e il suo gruppo scelgono di aderire come Liberal Democratici per il Rinnovamento all’Unione di Centro, sancendo così il loro ingresso nella Costituente di Centro. Il 14 settembre 2010 Melchiorre e i Lib-Dem scelgono di non votare la fiducia a Governo. Il 2 dicembre 2010 firmano insieme a FLI, UDC, API e MPA una mozione di sfiducia nei confronti del Governo Berlusconi IV. Il 15 dicembre Melchiorre e i Liberaldemocratici annunciano la confluenza nel “Polo della Nazione”. Il 5 aprile 2011 la Camera dei Deputati chiede di sollevare conflitto di attribuzione sul procedimento a carico del premier Silvio Berlusconi riguardante i reati di concussione e prostituzione minorile nell’inchiesta soprannominata ‘Rubygate’. Daniela Melchiorre vota insieme alla maggioranza decretando l’uscita dal Nuovo Polo per l’Italia e dall’opposizione. Potrebbe tornare ad essere sottosegretario al Ministero di Giustizia, questa volta con il centrodestra.

Luca Bellotti imprenditore. Aderisce ad Alleanza Nazionale. Diventa Presidente della provincia di Rovigo e componente nazionale di AN. Nel 1995 è eletto consigliere regionale del Veneto. Nel 1996 si è candidato alla Camera nel collegio di Rovigo: sostenuto dal centrodestra, ottenne il 37,1% dei voti e fu sconfitto dal rappresentante dell’Ulivo. Nel 2001 viene eletto alla Camera dei deputati, nel collegio maggioritario di Rovigo, in rappresentanza della coalizione di centrodestra. Rieletto alla Camera nel 2006, era capogruppo di Alleanza Nazionale nella Commissione Agricoltura. Nel 2008 è eletto alla Camera nel Popolo della Libertà. Durante la XVI Legislatura esce dal partito guidato da Silvio Berlusconi per poi aderire, nel luglio 2010, a Futuro e Libertà per l’Italia. Il 9 settembre 2010 rassegna le dimissioni da Vice Coordinatore provinciale del Popolo della Libertà a Rovigo. Il 19 febbraio 2011 lascia sia il gruppo parlamentare alla Camera di Futuro e Libertà sia il partito di Gianfranco Fini per ritornare nel Popolo della Libertà. Sembrerebbe ambire ad un posto da sottosegretario dell’Agricoltura o dell’Ambiente ma potrebbe non essere accontentato.

Massimo Calearo imprenditore, dal maggio 2003 all’aprile 2008 è stato presidente dell’Associazione industriali di Vicenza. Dal 2004 al 2008 è stato presidente di Federmeccanica di cui era già stato vicepresidente dal 2001. È stato Consigliere della succursale di Vicenza della Banca d’Italia, presidente del Comitato locale di Unicredit e Consigliere d’amministrazione dell’Athesis di Verona, società editrice de Il Giornale di Vicenza, L’Arena e Brescia Oggi. Si è candidato in politica con il Partito democratico nel 2008 sotto la spinta dell’allora segreterio del partito e candidato Premier Walter Veltroni. Capolista nella circoscrizione “Veneto 1”, viene eletto alla Camera dei deputati, diventando componente della X Commissione (attività produttive, commercio e turismo). Nel novembre del 2009, dopo la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie, lascia il Partito Democratico dichiarando di non essere mai stato di sinistra. È fra i promotori del movimento politico di Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli. Il 28 settembre 2010 abbandona l’API di Rutelli. È coautore, assieme ai deputati Marco Reguzzoni (Lega Nord) e Santo Versace (Pdl) della legge Reguzzoni sul Made In Italy, detta anche legge Reguzzoni-Versace-Calearo. Il 9 dicembre 2010 dà vita al Movimento di Responsabilità Nazionale insieme con Bruno Cesario e Domenico Scilipoti. Il 14 dicembre 2010 vota contro la mozione di sfiducia al governo Berlusconi.

Bruno Cesario ha cominciato a fare politica nella Democrazia Cristiana, poi è stato nel PPI e ne La Margherita. Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista dell’Ulivo nella Circoscrizione Campania 1. Alle elezioni politiche del 2008 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista del Partito Democratico nella Circoscrizione Campania 1. Nel novembre 2009 lascia il PD e passa all’Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli. Nel settembre 2010 lascia l’Alleanza per l’Italia. Dà vita al Movimento di Responsabilità Nazionale insieme con Domenico Scilipoti e Massimo Calearo. Il 14 dicembre 2010 ha votato contro la sfiducia al Governo Berlusconi contribuendo così al mantenimento in carica dell’Esecutivo.

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