Spincon: il Fattore M

By Redazione

aprile 19, 2011 politica

Luca Cordero di Montezemolo rappresenta un valore aggiunto, Angelino Alfano e Pierluigi Bersani no: la sintesi dell’ultimo sondaggio Spincon sulle intenzioni di voto degli italiani è tutta qui, con due candidati “di partito” che non riescono a convincere le proprie coalizioni e l’ex leader di Confindustria in grado di garantirsi 6 punti percentuali di consenso in più rispetto ai partiti che lo sosterrebbero. Ma andiamo a scoprire, nel dettaglio, i valori delle singole coalizioni e dei singoli movimenti.

CENTRODESTRA 42.3%
Pdl 29.1% – Lega Nord 10.2% – La Destra 1.5% – Altri 1.5%

Nella coalizione di governo la situazione sembra sostanzialmente stabile con il Pdl fermo a quota 29 e che non pare in grado, rebus sic stantibus, di ambire alla soglia psicologica del 30%. La Lega continua ad andare fortissimo al Nord (Lombardia, Veneto, Friuli e Piemonte) mentre pare essersi fermata l’onda che la portava ad essere ago della bilancia anche sotto il Po. Stesso discorso per La Destra che, dopo un mese passato attorno al 2%, oggi sembra soffrire una certa sottoesposizione mediatica.

CENTROSINISTRA 41.9%
Pd 27.1% – Sinistra e Libertà 7.1% – Italia dei Valori 5.4% – Rif. Comunista 1.1% – Altri 1.2%

L’opposizione di centrosinistra sembra essere letteralmente travolta dal fattore Vendola: Sinistra e Libertà è diventato ormai il quarto partito italiano ed ha finito con lo stoppare ogni velleità maggioritaria del Pd e ogni tentativo di scalata di Di Pietro. Se il partito di Bersani rimane inchiodato al 27.1%, l’Italia dei Valori fa un deciso balzo all’indietro e torna lontana dal consenso che aveva fatto registrare alle Europee del 2009. Altra vittima dell’esuberanza vendoliana pare essere Rifondazione Comunista, ormai ai minimi storici.

TERZO POLO 11.7%
Futuro e Libertà 4.1% – Udc 6.3% – Api 0.9% – Mpa 0.4%
Il Terzo Polo è certamente il laboratorio politico più interessante. Futuro e Libertà non ambisce più ad essere il partito leader della coalizione e sembra dover preoccuparsi sopra ogni altra cosa di non scendere sotto la soglia vitale del 4%. L’Udc tiene e rimane molto vicina alla cifra delle Europee, mentre sono praticamente irrilevanti i numeri di Api e Mpa. Tutto è comunque condizionato al risultato delle amministrative di primavera e alla scelta di un eventuale leader di coalizione: fosse Montezemolo (e una sua, eventuale, lista d’appoggio) probabilmente cambierebbe la consistenza del raggrupamento e il peso interno delle varie componenti.

ALTRI
Mov. 5 Stelle 1.8% – Radicali 1.1%

LA SFIDA ALFANO (39.4%) – MONTEZEMOLO (17.6%) – BERSANI (39.1)
Come detto prima ad emergere è un dato abbastanza netto: Montezemolo è l’unico ad avere un risultato personale migliore della somma dei partiti che lo sostengono. E’ su questo punto che occorre dipanare un ragionamento complessivo sulle tre candidature. Alfano perde circa 3 punti rispetto al centrodestra e si tratta di consenso che viene a mancare soprattutto al Nord, mentre Bersani sembra essersi chiuso in un vicolo cieco e in una sterile (per lui) contrapposizione con Nichi Vendola. Ad abbandonarlo, infatti, sono i moderati del Pd e una buona fetta di Vendoliani. LcdM, invece, rappresenta la vera novità politica della settimana e si dimostra in grado di intercettare consenso in uscita sia da destra che da sinistra. Rimane comunque terzo, notevolmente distaccato, tra i concorrenti ma apre la porta ad un’ipotesi suggestiva quanto rischiosa, ovvero una sua guida di una grande coalizione in grado di sconfiggere Berlusconi.

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