Destra e sinistra? Non esistono più

By Redazione

aprile 19, 2011 politica

Destra, sinistra, centro non esistono più. La Politica è rispondere alle chiamate della Storia. E ora la Storia ci ‘chiama’ a salvarci e a rifarci grandi. La sola risposta sono dunque l’onestà e la responsabilità. E la (sola) divisione è tra chi ci sta e chi no.

Il mio giornale della politica italiana aveva ancora una volta anticipato un fenomeno che, assistiamo in queste ore, sta più o meno (in)visibilmente maturando nella nostra politica. E’ la nuova politica. Quella politica fatta nel solo interesse di (tutto) il Paese al di là della rappresentanza di specifici interessi. Oggi il nostro interesse è, primo: evitare il declino. E il declino si evita in primo luogo con la rivoluzione culturale, fondamento del nostro possibile Nuovo Risorgimento in grado di preparare il nostro Nuovo Rinascimento. In secondo luogo, si tratta di tornare grandi. E la strada è la stessa. Solo, in un cammino prolungato. Che non “si” sieda ai primi allori. Quello che hanno fatto (ai secondi, ai terzi) i nostri “padri”, a cui i nostri nonni avrebbero detto di non farlo. Bensì insista nel cercare e consolidare lo sviluppo, rendendolo duraturo e sempre più consistente.

La nostra politica autoreferenziale di oggi, nel suo politicismo, è l’esatto opposto della nuova politica. In mezzo c’è il gioco delle parti del centro, della destra e della sinistra. Figlie di un tempo in cui c’erano interessi (“nazionali”?) divaricanti e contrapposti. Oggi l’interesse, come detto, è uno solo. E dunque non dovrebbero esistere più (ragionevolmente) la destra, il centro e la sinistra. E politicamente non esistono più. Esistono in quanto stazione intermedia tra la nuova politica e la nostra politica autoreferenziale di oggi, come crogiolo – di passaggio alla politica vera – di uomini politici che non hanno ancora trovato l’orizzonte.

Piano piano ne prendono coscienza, ed è così che i futuristi di Fli e il Pd – e va riconosciuta la lungimiranza, sia pure in una versione politicistica, di Pigi Bersani – cominciano a rendersi conto che non ha più senso l’attuale divisione. Ai “figli di questo tempo”, che non siano vittime della cooptazione e dell’unzione dei vecchi uomini politici politicanti (oggi) autoreferenziali, questo è chiaro istintivamente. Perché il loro tempo “esige” da loro questo nuovo atteggiamento. Ci stanno arrivando anche i vecchi, comunque. Molti di loro lo hanno già capito compiutamente. Hanno il problema di spiegarlo ad un popolo ormai sclerotizzato in questa (sud)divisione, e che evidentemente la politica deve guidare e non inseguire (in tutti i sensi?).

Noi, liberi, il coraggio di dire ai nostri lettori (la gran parte dei quali condivide – da tempo – questa impostazione) che la destra, la sinistra e il centro non esistono più lo abbiamo avuto. Facciano lo stesso i nostri uomini politici, a cominciare magari da quegli altri giovani non cooptati dalla vecchia politica – che del resto hanno tutti scelto il Politico.it come luogo della propria espressione e del proprio confronto, che con la destra, la sinistra e il centro non hanno, se vogliono fare politica vera, e fare il bene dell’Italia, proprio niente a che spartire.

Siamo il laboratorio nel quale si costruisce l’Italia del futuro. A “partire” (in realtà dai contenuti) da questa presa di consapevolezza: sinistra, destra e centro non esistono più; sono categorie del secolo scorso. Quelle di questo tempo sono gli onesti e i responsabili, da una parte, e coloro che non ci stanno dall’altra. Per questo non c’è bisogno di nessun “cartello” “antiberlusconiano”; c’è bisogno di chi si metta a costruire il futuro dell’Italia, e per farlo cominci a fare semplicemente quello che è necessario fare.

* Matteo Patrone è il direttore di IlPolitico.it

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