Silvio, strategia o disperazione?

By Redazione

aprile 18, 2011 politica

O la maggior parte degli analisti, come spesso capita, sta prendendo un abbaglio, o la strategia messa in campo in questi giorni da Berlusconi è sintomo di una non banale difficoltà personale e politica da parte del Cavaliere. Il quale, se costretto in un angolo, ha abituato l’opinione pubblica a reagire sferrando attacchi virulenti agli avversari, tali da guadagnarsi i principali titoli dei quotidiani e dei tg serali e da riportare su di sé l’attenzione, distogliendola da quel contorno di collaboratori, alleati e fiancheggiatori che sembra pian piano sfarinarsi e sfuggirgli di mano.

Sono andate così di scena  intemerate contro la magistratura e contro Fini, ormai assunto a bersaglio preferito del premier. Ma degna di una certa attenzione è stata anche la scelta di politicizzare il voto delle prossime amministrative di maggio, assumendosi l’onere di imprimergli ancora una volta il sapore di un referendum: o con me o contro di me.

Tutte sortite che, alla luce del tentativo di riaccreditare al governo un profilo riformista, stonano con il nuovo corso che si stava cercando di avviare. E che sono spiegabili come il tentativo di tacitare una lunga serie di questioni che affliggono i pensieri di Berlusconi. E che noi proviamo a mettere in fila.

Prima fra tutti la, per ora, cauta battaglia di posizionamento che sta avvenendo all’interno del Pdl. Una girandola di consultazioni e di alleanze che si dissolvono e si ricompongono senza soluzione di continuità – come vi abbiamo già raccontato – che dovevano procedere sotterraneamente in vista dell’annunciata riorganizzazione del partito dopo le amministrative di primavera. E che invece hanno impiegato una manciata di ore per approdare, più o meno documentate, nei retroscena dei principali organi di informazione.

Una crisi latente e pronta a deflagrare nel principale partito di maggioranza che preoccupa non poco la Lega, impegnata a sostenere la sua doppia anima, quella di lotta e quella di governo, nella complicata partita di Lampedusa e dintorni.

Ma oltre a chi lavora per il controllo del partito, il premier è preoccupato anche dalle molte voci che si sollevano per contestarne, se non la leadership, almeno la strategia. Pisanu ha condiviso una lettera di Veltroni al Corriere, che in buona sostanza invita il premier a farsi da parte. Matteoli, Alemanno e Augello chiedono regole e un congresso. Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri, in un intervista concessa al settimanale “A” in edicola il 20, lo ha richiamato al “dovere dell’esempio”, deplorando i festini di Arcore e definendolo “al tramonto”.

Proprio il governo è fonte di ulteriore appannamento per l’immagine della maggioranza. Non è stata di certo una vicenda qualificante quella che ha portato Saverio Romano al ministero dell’Agricoltura. E il pressing dei Responsabili per ulteriori posti di potere fa rumoreggiare l’opinione pubblica, antipatizzante e non.

Sul fronte giustizia, la tegola che potrebbe provocare lo smottamento del fortino della difesa, è piovuta dalle mani dei legali della Minetti, che hanno presentato una memoria difensiva che, per discolpare la propria cliente, sostiene che erano Fede e Mora a portare “le escort” ad Arcore, e non la consigliera lombarda.

Sullo sfondo rimangono i sondaggi, eterno pallino del Cavaliere. I risultati della tornata elettorale che coinvolgerà Torino, Napoli e Milano, potrebbero non essere così buoni come lo stato maggiore degli azzurri si aspettava. Una sconfitta alle amministrative, per un governo in carica da tre anni, sarebbe un evento abbastanza consueto e ammortizzabile. Ma non dopo le ultime dichiarazioni di Berlusconi. Tanto che qualche bene informato già ipotizza che un’eventuale sconfitta meneghina potrebbe coincidere con il capolinea del Berlusconi quater.

D’altra parte, se Pdl e Lega, dopo europee e regionali, dovessero confermare il trend e aggiudicarsi, o addirittura incrementare, le amministrazioni uscenti, sarebbe un caso unico nel panorama europeo. Germania, Francia e, da ultima, Finlandia, insegnano.

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