Il Formigoni smarrito

By Redazione

aprile 14, 2011 politica

Ha radunato i suoi, a Riva del Garda. Ha mobilitato, dispensato consigli, tessuto trame con i poteri forti. Niente da fare, per Roberto Formigoni la strada alla successione si fa in salita. Silvio Berlusconi lo sopporta a malapena, Tremonti non lo regge, Alfano lo vede come un pericoloso competitor. Non bastasse questo, è uscito da tutti i giri romani che contano: nessun invito per la cena dei big ex Forza Italia al Majestic e nessun invito per la cena riparatrice del Valadier. Niente di niente, nessuno lo vuole.

Poi l’uscita del Cav che lancia Alfano e le smentite che vedrebbero altri possibili candidati-premier: Frattini, Sacconi, Gelmini. Forse Maroni, addirittura Zaia. Si è parlato di tutti, tranne che del patriarca lombardo. Eppure lui ci aveva sperato, sicuro di non poter rimanere al Pirellone in eterno e certo che l’esperienza di buongoverno in quel di Milano avrebbe finito per spalancargli le porte di Palazzo Chigi.

I fedelissimi giurano che non farà mai nulla che possa danneggiare il Pdl. I maligni tuttavia assicurano che il suo appoggio a Letizia Moratti non sarà così convinto come un tempo. Un segnale di fumo da inviare a Palazzo Grazioli, per ricordare a tutti che di dopo-Berlusconi si può anche parlare. Ma lui, Roberto Formigoni, dev’essere della partita.

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