Struttura Delta? È a Largo Fochetti

By Redazione

aprile 11, 2011 politica

In psicologia si chiama “proiezione” quel meccanismo attraverso il quale un individuo trasferisce all’esterno, in un altro soggetto, aspetti o comportamenti di sé che rifiuta come propri. Ciò che si proietta consente di purificarsi da sentimenti disturbanti. Ad esempio: se io ritengo immorale un mio comportamento, pur di non riconoscerlo come mio, lo trasferisco su un altro mantenendo così la dimensione realistica di quel comportamento. Applicare la psicanalisi alla stampa italiana può essere un rischio, in un Paese in cui il giornalismo non è un lavoro ma una missione salvifica e redentiva delle umane sorti; e quella specie di “gradassismo militante” che condiziona certe redazioni non aiuta ad alleggerire il carico. Occorre allora, in certi casi, demitizzare le scemenze che continuano a raccontarci sulla “libera informazione” e il “diritto di cronaca”. La verità è che alcuni di loro, più si credono Bob Woodward, più assomigliano al Perozzi, il capocronaca di “Amici Miei”.

Prendiamo un giornale a caso: La Repubblica. E un giornalista a caso: il suo vicedirettore Massimo Giannini, quello convinto che “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” lo abbia scritto Edgar Allan Poe, e che il cavallo l’abbia nominato senatore Catilina invece di Caligola; insomma, il fior fiore del giornalismo italiano più colto e preparato.

Se la sua rubrica, “Struttura Delta”, fosse veramente un occhio puntato sulla “drammatica torsione democratica del berlusconismo declinante”  per la quale il Cavaliere cerca “di distruggere la magistratura, la libera stampa, l’opposizione parlamentare e sociale”, allora saremmo tutti più tranquilli. Ogni rivoluzione ha la sua Piccola Vedetta Lombarda sull’albero, pronta anche a morire pur di scrutare l’orizzonte per controllare le mosse del nemico. E’ un sacrificio che la vigilanza democratica impone alla “libera stampa”. Ma c’è un ma e ce lo ha ricordato Andrea Marcenaro su Panorama. E’ dal 1994 che Repubblica sforna ipotesi, tra il ridicolo e il delirante, su presunte Strutture Delta, che cercano di condizionare l’informazione a favore di Berlusconi e del suo conflitto di interessi. Proprio il 1994 è l’anno in cui si parla di una Struttura Delta di Forza Italia. Da quel momento, a seguire, una continua partenogenesi di teoremi diversi, mai provati o addirittura, in alcuni casi, clamorosamente smentiti. Però, la data è interessante: 1994, il periodo in cui, ma guarda caso, prende forma visibile l’unica vera Struttura Delta operante nel nostro Paese. Quella, cioè, che lega Repubblica alle procure militanti di Milano e di mezza Italia. E allora, hai visto mai che la Struttura Delta di Giannini e di Repubblica altro non sia che la “proiezione” difensiva della Struttura Delta che loro si sono costruiti dentro casa? Insomma un modo per proiettare fuori quello che si  è dentro?

A proposito: per non allarmare l’Ordine dei Giornalisti, il Comitato di Redazione di Repubblica, gli amici di Massimo Giannini e tutta la “libera stampa”,  è meglio non ricordare che, per gli psicanalisti, la “proiezione” è  una risultante del comportamento paranoico.

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