Quella sottile linea rossa

By Redazione

aprile 11, 2011 politica

Una sottile linea rossa lega Napolitano ad Obama. Il nostro presidente si è ormai accreditato alla Casa Bianca come principale rappresentante della politica estera italiana, mettendo in ombra quasi totalmente il governo. Ad alcuni potrà sembrare strano, ma sono state diverse le telefonate tra i due nei giorni precedenti l’incontro negli States e sembra che nuovi contatti ci saranno nei prossimi giorni. Insomma, Washington sembra fidarsi più di un ex comunista che del primo ministro. I tempi cambiano e le motivazioni di questo avvicinamento possono essere varie.

1) Il presidente Obama potrebbe essere rimasto vittima del fascino vintage di un socialista un po’ avanti con gli anni. Causa: un’affinità ideologica più o meno latente.

2) In questa campagna di Libia il premier Berlusconi non ha dimostrato particolari doti mediatrici, né una posizione netta pro o contro l’intervento “umanitario”. L’ambiguità e la poca chiarezza dell’esecutivo (come la storia ci insegna) è mal vista in America. Ciò ha costretto Obama a cercare un diverso interlocutore nel Paese. Un ex comunista, appunto.

3) La guerra potrebbe essersi rivelata un ottimo strumento per indebolire ulteriormente il governo. La diffidenza di Obama per Berlusconi sarebbe la motivazione. L’obiettivo potrebbe essere ridimensionare l’asse energetico Tripoli-Roma-Mosca, che tanto preoccupa Washington ed altri Paesi europei fra cui Inghilterra, Francia e Germania.

4) L’isolamento internazionale del governo italiano riguardo gli affari libici potrebbe derivare non tanto da un imposizione esterna, bensì da un accordo del premier con lo stesso Napolitano: un disegno politico e strategico preciso. Tuttavia, il basso profilo (diciamo così) più o meno volontario del governo resta poco chiaro.

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