Anche Ronchi torna nel Pdl?

By Redazione

marzo 23, 2011 politica

Giulia Cosenza lascia Futuro e Libertà e torna nel Pdl. E questa, con il rammarico della strana coppia Fini/Bocchino, ormai non è più una notizia. Dopo lo sgretolamento del gruppo al Senato, ci avviciniamo a quota dieci transfughi anche alla Camera. Un movimento in grande difficoltà, anche in ragione del fatto che la Cosenza, così come altri suoi colleghi che hanno abbandonato i pressi dello scranno più alto di Montecitorio, avevano dapprima entusiasticamente seguito Fini nella sua avventura futurista.

Se l’addio della Cosenza, fatto salvo per le due righe di cronaca che offre alle agenzie e ai pastoni dei quotidianisti, di per sé non è una notizia rilevante, lo potrebbe diventare se analizzata sotto il filtro di una serie di dichiarazioni e di rumors che stanno conferendo alla vicenda un sapore pepato. L’onorevole Cosenza è infatti la compagna di vita di Andrea Ronchi. Proprio lui, l’ex braccio destro di Fini, che per seguire il leader ha abbandonato una poltrona da ministro, salvo poi man mano essere messo da parte. Lui, così serafico e conciliante, scansato in favore della linea ruspante del duo Bocchino e Granata. Così come il collega Urso, anche Ronchi ha lasciato trapelare il proprio disagio nei confronti della linea travagliesca imposta al nuovo partito, nato come la “destra dialogante che fino a ieri non c’era e ora c’è”.

A cosa si riferisce dunque Cosenza quando allude a «motivi personali» che hanno spinto il suo ritorno all’ovile pidiellino? Alcuni scenari. Ipotesi “Palazzo Grazioli”: «Devo molto al presidente Berlusconi, in vista di appuntamenti cruciali come la riforma della giustizia e le udienze di Milano, non me la sono sentita di rimanere all’opposizione». Ipotesi “Il Fatto quotidiano”: «Titolo: La Cosenza è stata pagata. Seguono 5000 battute di articolo puramente riempitive, giusto perchè una pagina bianca su un quotidiano non la si vede dai tempi dell’ultima Stanza di Montanelli».

Ipotesi “Coniugale”: «Logoratosi ormai il rapporto con Ronchi, la Cosenza ha visto dissolversi l’unico reale motivo che l’aveva spinta, all’epoca, a lasciare la confortevole casa azzurra». Tutte cose che si leggeranno, tutte cose, se contestualizzate e previa verifica, verosimili. Ma la vocina che gira nel Palazzo e che abbiamo intercettato potrebbe essere più rilevante che non una serie di robuste chiacchiere, ornamenti che sempre più spesso arredano la carta dei nostri quotidiani. Vale a dire che Cosenza sarebbe l’apripista per un graduale distacco di Ronchi da Fli. Il suo passaggio potrebbe dunque essere un segnale in codice a chi di dovere: attenzione, che Andrea ha un piede (e un pezzo di famiglia) anche di qua. Un eventuale addio di Ronchi potrebbe essere un colpo ferale all’evaporante Futuro e Libertà. E la trincea antiberlusconiana che Bocchino sta solertemente scavando, potrebbe trasformarsi amaramente in una fossa.

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